Virologo Tarro: “E’ folle andare a caccia di un virus che rimarrà per secoli”

Si, è proprio questo il punto. Se questo virus durasse in eterno come quello dell’influenza, vivere a colpi di tamponi, lockdown, e distanziamento sarà straziante, si genererà una umanità completamente depressa, senza affetti, ne contatti fisici. Insomma un qualcosa veramente difficile da immaginare.

Proprio per questo con il virus sarebbe meglio imparare a conviverci da subito, ovviamente facendosi meno male possibile, ma conviverci. Siamo noi che dobbiamo vincere non il virus. Ad ogni lockdown seppur parziale, ad ogni distanziamento da parenti, amici e affetti più cari sappiate che è il virus che sta vincendo. Possiamo permettergli di vincere a vita? Assolutamente no!

Il noto virologo Giulio Tarro la pensa esattamente come molti di noi, non possiamo andare alla ricerca di un virus che, molto probabilmente, durerà per secoli. di seguito vi mostro degli estratti più significativi dell’ultima intervista di Giulio Tarro per “l’Antidiplomatico”.

Giulio Tarro Convegno dell'ONB Vaccinare in sicurezza

“Volendo prendere per attendibili i dati ufficiali trasmessi dal Governo, ritengo che l’attuale situazione confermi pienamente quello che avevo già detto. E cioè che l’epidemia vera e propria si è spenta a maggio”.
Secondo Tarro anche se abbiamo ancora molti contagiati è molto significativo il fatto che ci siano pochissimi morti, di seguito spiega perchè:

“Questo virus si direbbe segua la stessa evoluzione del coronavirus che determinò l’epidemia SARS del 2002-2004 che, pur rimanendo in moltissime persone, d’un tratto, non provocò più morti”.
Secondo Tarro questo è un virus che ormai rimarrà per sempre nel genere umano, come quello influenzale, ed è folle andare a scovarlo dappertutto, non serve a nulla:

Ritengo folle che oggi l’OMS e tanti “esperti non abbiano preso in considerazione la reazione delle cellule T alle proteine strutturali (nucleocapside, NP) e non strutturali (NSP-7 e NSP-13 di ORF1 accessorie) che hanno fatto finire quella epidemia, preferendo concentrarsi sulla “caccia” ad un virus che, oggi, non può certo essere estirpato dal genere umano. Inutili, quindi, “cordoni sanitari”, “zone rosse” o “alberghi per contagiati”: il SARS-Cov-2, verosimilmente, rimarrà per secoli. Come, ad esempio, quello della varicella, che in passato ha prodotto immani stragi ma che oggi, pericoloso solo in gravidanza, periodicamente affiora con qualche caso di herpes zoster.”

Quindi Tarro lascia intendere che dovremmo andare verso una immunità di gregge più che verso una guerra aperta al virus, e nei in alcuni casi utilizzare la terapia al plasma:

“Oggi conosciamo l’efficacia di cure quali, ad esempio, la trasfusione di plasma con anticorpi. Per questo, invece di un perenne Stato di Emergenza, abbiamo bisogno di tenere sotto osservazione l’evoluzione del contagio. C’è bisogno, quindi, di una capillare, perenne, campagna di screening svolta dallo Stato; tolta, cioè, dalle mani di personaggi, come gli attuali governatori regionali che l’hanno trasformata in una caccia all’untore solo per ottenere uno sciagurato consenso. E l’attestazione nelle persone sottoposte a screening di uno stato di positività (che va e viene) non deve assolutamente determinare una messa in quarantena”.

Infine conclude dicendo che bisogna farla finita con la disinformazione e il terrorismo mediatico:
Altrettanto importante è farla finita con la disinformazione e il terrorismo mediatico. Oggi, in Italia vengono diffusi solo dati aggregati quali “decessi”, “contagiati”, “guariti”… senza che sia possibile conoscere la loro storia clinica”.

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