Tarro:” bisogna stare calmi, il 98% dei contagiati è asintomatico”

In noto virologo di fama internazionale Giulio Tarro, primario emerito dell'Ospedale Cotugno di Napoli continua a predicare calma: "non bisogna occuparsi di diffondere panico, il 98%dei contagiati è asintomatico".
Tarro:” bisogna stare calmi, il 98% dei contagiati è asintomatico”

Zangrillo: “chi voleva terrorizzare ha vinto, fiumi di gente nei pronto soccorso”

Alberto Zangrillo, Prorettore dell’Università San Raffaele di Milano, ha rilasciato una intervista al Tg5 ritwittata sul suo profilo Twitter e riportata da Adnkronos, dove cerca di tranquillizzare ancora una volta gli italiani invasi, oltre che dal virus, dal terrorismo mediatico. "Non bisogna avere paura" afferma all'inizio dell'intervista, "non dobbiamo aver paura perché, come detto più volte, non dobbiamo confondere il positivo al Coronavirus con il contagiato potenzialmente infettante e soprattutto ammalato". Zangrillo ricalca ciò che ha sempre sostenuto pubblicamente, cioè che il contagiato asintomatico non è un malato, a differenza di coloro che hanno sintomi, i quali oltre ad essere ammalati sono infettanti. Zangrillo teme di non essere creduto perchè ha contro un sistema mediatico che ha come obiettivo quello di fare del terrorismo, sistema che secondo il Professore ha avuto la meglio: "ho paura che in questo momento abbia vinto chi ha avuto come obiettivo quello di terrorizzare e spaventare" ha dichiarato. A sostenere le sue parole è il fatto tangibile che "le persone sono sconcertate, terrorizzate e spaventate. Hanno mal interpretato il concetto di tampone per cui c'è una corsa ad eseguire il tampone come se fosse una misura terapeutica". Questo secondo Zangrillo ha causato "fiumane di persone che arrivano al pronto soccorso e
Zangrillo: “chi voleva terrorizzare ha vinto, fiumi di gente nei pronto soccorso”

Bassetti contro il nuovo dpcm: “chiudere i ristoranti non serve a nulla”

Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, esperto di infettivologia, si mostra ancora una volta contrario alle decisioni del governo Conte atte ad arginare la risalita dei contagi, in particolare al nuovo decreto ministeriale. Il governo ha varato un nuovo dpcm il quale, tra le varie restrizioni, prevede la chiusura alle ore diciotto di bar e ristoranti. Come riportato da Il Tempo, l'infettivologo avrebbe commentato in merito alla nuova misura sopra riportata affermando che: "chiudendo i ristoranti alle 18 non si risolverebbe nulla" e che tale misura porterebbe solo ad "uccidere una categoria" già messa a dura prova dallo scorso lockdown primaverile. E se questa misura non dovesse funzionare la politica si "dovrebbe prendere le proprie responsabilità". L'idea di Bassetti sarebbe invece quella di proteggere le fasce di popolazione più fragili sia negli ospedali che a casa, gli over 65. Durante la trasmissione radio "Un giorno da pecora" aveva proposto un lockdown solo per gli over 65, col fine di proteggere queste persone dal contagio, perchè, stando ai dati, questa è la fascia di età sulla quale il virus colpisce con più durezza.
Bassetti contro il nuovo dpcm: “chiudere i ristoranti non serve a nulla”

Covid, Matteo Bassetti: “divieto di uscita per gli over 65”

Lockdown parziali o totali? Coprifuoco serale? Niente di tutto questo! Per Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell'Ospedale San Martino (GE), esperto di infettivologia, queste sarebbero soluzioni da adottare solo dopo, nel caso si è provato a proteggere le fasce più deboli della popolazione senza ottenere risultati in termini di riduzione dei contagi. Ospite della trasmissione Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1 ammette che una misura drastica per arginare il fenomeno dei contagi ci sarebbe, ma non è rivolta a tutta la popolazione, ma ai nostri anziani. Il direttore ha evidenziato che il virus colpisce particolarmente le persone anziane e fragili, e ha proposto, a malincuore, di iniziare ad isolare loro prima di tutto il resto della popolazione. "Potrebbe essere una soluzione, per scongiurare una chiusura totale, il divieto di uscita per le persone oltre una certa età" ha ammesso. "Oggi c'è già una campagna vaccinale per gli over 65, per le persone immunodepresse e con malattie respiratorie: queste sono le persone a cui dovrebbe indirizzarsi" l'isolamento "selettivo". Tenere in casa chi ha più di 65 anni, in caso di fallimento del coprifuoco, conclude Bassetti, "potrebbe esser una soluzione per evitare la chiusura totale".
Covid, Matteo Bassetti: “divieto di uscita per gli over 65”

Virologo Giulio Tarro: “non siamo in emergenza, ma è immunità di gregge”

"Assistiamo adesso alla diffusione non della patologia del Coronavirus ma alla resistenza anticorpale per la stessa malattia. Da noi l’emergenza è finita e quella che stiamo vivendo è la fase della cosiddetta immunità di gregge". Questo è in sintesi quanto sostiene il professor Giulio Tarro, il virologo allievo di Sabin che la pensa in modo completamente differente da molti altri colleghi in merito a quanto sta accadendo in Italia sul fronte contagi. Intervistato da  Antonio Amorosi per Affaritaliani.it delinea quello che secondo lui è il quadro clinico della situazione. Di seguito gli estratti più significativi dell'intervista. In merito alla attendibilità e affidabilità dei tamponi ha dichiarato: "Facendo tamponi di massa stiamo facendo un’enorme confusione. E i tamponi a tappeto hanno un'alta percentuale di falsi positivi.  Fare i tamponi non aiuta, troviamo principalmente asintomatici, 9 su 10. Assistiamo adesso alla diffusione non della patologia del Coronavirus ma alla resistenza anticorpale per la stessa malattia. La situazione è molto diversa rispetto a quella che abbiamo vissuto a marzo. Da noi l’emergenza è finita e quella che stiamo vivendo è la fase della cosiddetta immunità di gregge”. “C’è una ricerca di fine marzo che dice che 11 milioni 200.000 italiani avevano già risposto al virus. Ora se arriviamo
Virologo Giulio Tarro: “non siamo in emergenza, ma è immunità di gregge”

Giulio Tarro e le mascherine: “Il nostro sistema immunitario ha bisogno di ossigeno”

Il Prof. Giulio Tarro è stato intervistato da Francesco Vergovich e Fabio Duranti di radioradio.it sull'utilità e sugli effetti collaterali delle mascherine.
Giulio Tarro e le mascherine: “Il nostro sistema immunitario ha bisogno di ossigeno”

Zangrillo: “Senza cure domiciliari noi negli ospedali non ce la facciamo”

Alberto Zangrillo, prorettore dell'Università San Raffaele e responsabile dell'Unità operativa di Terapia intensiva generale e cardiovascolare dell'Irccs San Raffaele di Milano è intervenuto poco fa nel corso della trasmissione "Non è l'Arena" su La7. Il professore è intervenuto in merito al costante incremento dei contagiati in Italia e a come il sistema sanitario italiano sta affrontando la vicenda. Ha specificato che la soluzione in un periodo così delicato sarebbe quella di adeguate cure domiciliari per i malati meno gravi da parte dei medici di base che allenterebbe il flusso al pronto soccorso. In sintesi il medico di base dovrebbe dare il massimo nella lotta all'epidemia occupandosi dei malati meno gravi lasciando agli ospedali i casi più complicati. Molte persone, impaurite e angosciate si presentano al pronto soccorso con problematiche che potrebbero essere curate tranquillamente a casa. Di seguito le sue parole: "Se il sistema sanitario globale è composto da una serie di entità che non danno tutte il massimo, i malati o coloro che temono di diventare malati si presentano tutti in pronto soccorso e noi allora non ce la facciamo. Nel mio ospedale, su 101 pazienti almeno il 50% potrebbero ricevere adeguate cure domiciliari". Poi commenta in merito alla sua sparizione dalle reti
Zangrillo: “Senza cure domiciliari noi negli ospedali non ce la facciamo”

Zangrillo: “il problema non sono le terapie intensive, sono 6 mesi che lo dico”

Dopo qualche giorno di silenzio, Alberto Zangrillo, prorettore dell'Università San Raffaele e responsabile dell'Unità operativa di Terapia intensiva generale e cardiovascolare dell'Irccs San Raffaele di Milano torna a far parlare di se con un post sui social. Zangrillo sostiene che alla base di tutta l'emergenza dovrebbe esserci una corretta informazione da parte dei mass media. Questo sta alla base per il corretto funzionamento del sistema sanitario e quindi una migliore gestione dell'epidemia. Su facebook posta una immagine, una illustrazione che rende bene l'idea della sua linea, sostenendo che sono ben sei mesi che cerca di far capire ciò, ma spesso non viene ascoltato. "Come sostengo da almeno 6 mesi, insieme ai colleghi che di mestiere curano i malati, il problema non sono le terapie intensive. Quando arriviamo li abbiamo già perso". Queste sono le sue parole accompagnate dalla illustrazione sopra citata. Il sistema sanitario in caso di corretta informazione In pratica Zangrillo sostiene che una corretta informazione, senza allarmismi, sensazionalismo mediatico e terrorismo, accompagnata da un trattamento domiciliare da parte dei medici di base, riduce di molto il flusso al pronto soccorso permettendo al sistema sanitario di funzionare a dovere, sia per quanto riguarda la gestione dei pazienti che hanno contratto il virus, sia per quanto
Zangrillo: “il problema non sono le terapie intensive, sono 6 mesi che lo dico”

Virologo Tarro: “E’ folle andare a caccia di un virus che rimarrà per secoli”

Si, è proprio questo il punto. Se questo virus durasse in eterno come quello dell'influenza, vivere a colpi di tamponi, lockdown, e distanziamento sarà straziante, si genererà una umanità completamente depressa, senza affetti, ne contatti fisici. Insomma un qualcosa veramente difficile da immaginare. Proprio per questo con il virus sarebbe meglio imparare a conviverci da subito, ovviamente facendosi meno male possibile, ma conviverci. Siamo noi che dobbiamo vincere non il virus. Ad ogni lockdown seppur parziale, ad ogni distanziamento da parenti, amici e affetti più cari sappiate che è il virus che sta vincendo. Possiamo permettergli di vincere a vita? Assolutamente no! Il noto virologo Giulio Tarro la pensa esattamente come molti di noi, non possiamo andare alla ricerca di un virus che, molto probabilmente, durerà per secoli. di seguito vi mostro degli estratti più significativi dell'ultima intervista di Giulio Tarro per "l'Antidiplomatico". "Volendo prendere per attendibili i dati ufficiali trasmessi dal Governo, ritengo che l’attuale situazione confermi pienamente quello che avevo già detto. E cioè che l’epidemia vera e propria si è spenta a maggio". Secondo Tarro anche se abbiamo ancora molti contagiati è molto significativo il fatto che ci siano pochissimi morti, di seguito spiega perchè: "Questo virus si direbbe segua la stessa evoluzione
Virologo Tarro: “E’ folle andare a caccia di un virus che rimarrà per secoli”

Per quanto tempo rimane il covid sulle superfici? L’ultimo studio è sconcertante

E' dall'inizio della pandemia che molti si chiedono: quando sopravvive il coronavirus sulle superfici? Un recente studio australiano sembra aver dato una risposta a questa domanda, e i risultati a dire il vero non sono molto confortanti. Ma basta prestare alcuni accorgimenti, primo fra tanti una costante igiene delle mani per evitare di contagiarsi. Lo studio è stato presentato dall' Agenzia scientifica nazionale australiana, e dai risultati emerge sostanzialmente ciò che si sapeva (e temeva) da tempo: questo virus sopravvive più facilmente e più a lungo a temperature più fredde. Il caldo è invece un fattore che riduce la longevità del virus, motivo per cui d'estate abbiamo avuto una frenata significativa dei contagi, nonostante le restrizioni molto più ridotte rispetto a questo periodo dell'anno. Ma non è tutto, lo studio, come sopra citato, ha quantificato la permanenza del covid su varie superfici e a varie temperature. I risultati sdi questa ricerca sono stati pubblicati dai ricercatori australiani dello Csiro sulla rivista scientifica Virology Journal, e descrivono quanto segue: <<Questo studio ha misurato i tassi di sopravvivenza della SARS-CoV-2 infettiva su diversi tipi di superficie comuni. Tutti gli esperimenti sono stati effettuati al buio, per annullare gli effetti della luce UV. Le superfici inoculate
Per quanto tempo rimane il covid sulle superfici? L’ultimo studio è sconcertante

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