Virologo Giulio Tarro: “non siamo in emergenza, ma è immunità di gregge”

Assistiamo adesso alla diffusione non della patologia del Coronavirus ma alla resistenza anticorpale per la stessa malattia. Da noi l’emergenza è finita e quella che stiamo vivendo è la fase della cosiddetta immunità di gregge”. Questo è in sintesi quanto sostiene il professor Giulio Tarro, il virologo allievo di Sabin che la pensa in modo completamente differente da molti altri colleghi in merito a quanto sta accadendo in Italia sul fronte contagi.

Giulio tarro immunità di gregge

Intervistato da  Antonio Amorosi per Affaritaliani.it delinea quello che secondo lui è il quadro clinico della situazione. Di seguito gli estratti più significativi dell’intervista.

In merito alla attendibilità e affidabilità dei tamponi ha dichiarato:
Facendo tamponi di massa stiamo facendo un’enorme confusione. E i tamponi a tappeto hanno un’alta percentuale di falsi positivi. 
Fare i tamponi non aiuta, troviamo principalmente asintomatici, 9 su 10. Assistiamo adesso alla diffusione non della patologia del Coronavirus ma alla resistenza anticorpale per la stessa malattia. La situazione è molto diversa rispetto a quella che abbiamo vissuto a marzo. Da noi l’emergenza è finita e quella che stiamo vivendo è la fase della cosiddetta immunità di gregge”.

C’è una ricerca di fine marzo che dice che 11 milioni 200.000 italiani avevano già risposto al virus. Ora se arriviamo a due terzi della popolazione che ci entra a contatto raggiungiamo una sorta di immunità di gregge e tutto questo problema non ci sarà”.
Secondo il virologo si sta facendo una politica del terrore in quanto “le persone sane asintomatiche non possono essere considerate contagiose perchè hanno una bassa carica virale”.

Un tema molto importante affrontato nell’intervista riguarda la distinzione tra una normale influenza e il covid 19, visto che in molti vanno in panico molto più facilmente, con un semplice raffreddore, con una linea di febbre o tosse. Cosa bisogna fare in caso di sintomi?
Secondo Tarro bisogna andare dal “medico di famiglia curandosi normalmente“. Poi lancia un monito sia agli italiani che agli stessi medici di base:
Va sempre usato il buon senso e non bisogna farsi ossessionare dai tamponi. Poi se le difficoltà persistono si può fare il tampone“.

Esiste un test che distingue una semplice influenza da una infezione da coronavirus annuncia il virologo:
C’è un test, diffuso in Inghilterra (ne ha parlato di recente la BBC, ndr) che in 90 minuti dà con una certa precisione la diagnosi per capire se quello che abbiamo è il Coronavirus o un’influenza comune. Se i nostri politici, invece di seguire la ribalta mediatica, volessero importarlo e metterlo a disposizione della Usl non sarebbe male e sarebbe sicuramente utile“.

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