Virologo Tarro: ecco cosa succede agli asintomatici dopo tre giorni

Il professor Giulio Tarro, 82 anni, virologo di fama internazionale, allievo di Albert Sabin (il padre del vaccino contro la poliomielite), ex primario dell’ospedale Cotugno di Napoli, colui che isoló il vibrione del colera e due volte candidato al Nobel per la medicina, è intervenuto a Napoli a un incontro di “Alleanza di Centro”. Come al solito ha spiazzato tutti per le sue posizioni molto in controtendenza con i principali organi di informazione italiani.

tarro asintomatici non infettivi dopo tre giorni oms

Ricordo a giugno quando il Napoli calcio ha vinto la coppa Italia, subito dopo in città ci sono stati assembramenti dovuti ai festeggiamenti eppure dopo il periodo di incubazione non c’è stato nessun nuovo caso. Per cui non vedo il motivo per cui siano stati aumentati di cento volte i tamponi per soggetti che sono perlopiù asintomatici. L’ Organizzazione Mondiale della Sanità ha anche chiarito che un asintomatico dopo tre giorni non è più infettivo“.

Poi fa un’altra dichiarazione abbastanza rilevante riguardo la riapertura delle scuole, tema attuale per cui il governo si sta attualmente adoperando per definire le linee guida ufficiali, e sul quale milioni di genitori desiderano ricevere risposte concrete:
La scuola può benissimo cominciare e tutti i ragazzi sotto i 12 anni don devono portare la mascherina. Questo è l’Organizzazione mondiale della Sanità che lo dice“.

Poi ammonisce il governo ricordando che si devono seguire le linee dell’OMS e non fare politica sulla salute:
Cerchiamo di essere precisi, siamo legati a entità della salute che sono sopranazionali , quindi cerchiamo di essere precisi, non facciamo politica della salute“.

Verso la fine dell’intervista torna a precisare che gli asintomatici, come dichiarato dall’OMS, dopo tre giorni non sono da considerare interamente degli untori e mette in discussione il tampone come test diagnostico non molto attendibile come vogliono farci credere:
Alla sanità degli Stati Uniti hanno dato un miliardo e mezzo di dollari affinchè entro l’anno sia pronto un test diagnostico valido, e non questo dei tamponi, peraltro considerati non completamente attendibili da due premi nobel per la medicina“.

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