Coronavirus: seconda ondata di contagi in Italia. Gli scenari

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Cosa accrebbe in previsione di una seconda ondata di Covid? I 4 scenari ipotizzati ed eventuali pericoli se la situazione dovesse sfuggire di mano.
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Lo spettro di una seconda ondata di covid-19 in Italia, purtroppo, non possiamo considerarla una possibilità remota e lontana dalla vita quotidiana. Uno dei tanti problemi a destare preoccupazione è proprio l’incognita “riapertura scuole” che, tra mancanza di spazi idonei e distanziamenti, vive una realtà abbastanza problematica. Tale problematica lascia molti dubbi sulla reale trasmissibilità del virus veicolato da bambini.

Dunque la domanda sorge spontanea: è opportuno o no riaprire le scuole? Vi sono tutti i presupposti del caso? E, qual’ora non vi fossero, ci sono i mezzi per poter porre rimedio quanto prima ed in tempi non biblici?

Tutte domande che probabilmente non trovano risposta immediata, fatto sta che l’impegno c’è e speriamo ci sia anche il tempo necessario per attuare tutte le misure idonee. Ad ogni modo dovranno essere prese in considerazione solide misure di contenimento atte a contrastare il diffondersi di una nuova seconda ondata, tali misure dovranno riguardare un po’ tutti gli ambiti: lavorativi, scolastici e non solo.

Questo in sintesi, è quanto è riportato nel documento del Ministero della Salute il quale è stato inviato alle Regioni come monito per quanto potrà accadere. Il titolo di tale documento è: Elementi di preparazione e risposta al Covid-19 nella stagione Autunnale-Invernale.

Le misure adottate nei mesi passato potrebbero tornare le protagoniste indiscusse, questo soprattutto se l’indice dei contagio continuerà ad aumentare (cosa che sta già avvenendo da circa un mese) o se invece si stabilizzerà (come sta accadendo in alcune regioni).
Se l’Rt (tasso di contagiosità post misure di contenimento) dovesse superare quota 1,5 per un periodo abbastanza prolungato, sarà vero allarme e desterà preoccupazione soprattutto per la capacità di tenuta del sistema sanitario nazionale, già messo in ginocchio nei mesi passati.

Lo stesso Ministero della Salute e L’Iss hanno messo appunto un piano che potrebbe essere utile soprattutto qual’ora si presentassero quattro scenari particolari, soprattutto nei mesi autunnali. Si tratta di un piano di sicurezza pubblicato sul sito della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, poi diffuso a tutte le Regioni.

Il piano prevede una serie di misure atte a garantire una buona organizzazione delle strutture sanitarie, i posti letto, gli accessi in ospedale e le medicina territoriale. Tutto a tutela del cittadino e della sua salute.

Cosa prevede il documento in funzione di una probabile seconda ondata

Nel documento proposto dal Ministero della Salute vengono ipotizzati quattro diversi scenari per quanto riguarda uan seconda ondata, dunque un ritorno dell’epidemia.
I 4 scenari (come da documento) vengono così schematizzati:

Situazione di trasmissione localizzata (focolai) sostanzialmente invariata rispetto ad oggi.
In questo caso abbiamo Rt regionali sopra soglia per periodi limitati (inferiore a 1 mese) e bassa incidenza, nel caso in cui la trasmissibilità non aumenti sistematicamente da qui alla fine dell’estate, le scuole abbiano un impatto modesto sulla trasmissibilità e i sistemi di sanitari regionali riescano a tracciare e tenere sotto controllo i nuovi focolai, inclusi quelli scolastici.

Situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa ma gestibile dal sistema sanitario.
Con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente compresi tra Rt=1 e Rt=1.25 (ovvero con stime che superino 1 anche nell’ intervallo di confidenza inferiore), nel caso in cui non si riesca a tenere completamente traccia dei nuovi focolai, inclusi quelli scolastici, ma si riesca comunque a limitare di molto il potenziale di trasmissione di SARS-COV-2 con misure di contenimento/mitigazione straordinarie già utilizzate con successo nelle prime fasi.

Situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario. Con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente compresi tra Rt=1.25 e Rt=1.5 (ovvero con stime che superino 1.25 anche nell’ intervallo di confidenza inferiore) ed in cui si riesca a limitare solo modestamente il potenziale di trasmissione di SARS-COV-2: incidenza elevata, mancata capacità di tenere traccia delle catene di trasmissione e iniziali segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali inseguito all’ aumento di casi ad elevata gravità clinica (con aumento dei tassi di occupazione dei posti letto ospedalieri – area critica e area non critica), riconducibile ad un livello di rischio elevato o molto elevato in base al sistema di monitoraggio rilevato ai sensi del DM Salute del 30 aprile 2020.

Situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario.
Con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente maggiori di 1.5 nel suo intervallo di
confidenza inferiore per periodi lunghi (almeno 1 mese).

Anche se una epidemia con queste
caratteristiche porterebbe a misure di mitigazione e contenimento più aggressive nei territori
interessati, uno scenario di questo tipo potrebbe portare rapidamente a una numerosità di casi
elevata e chiari segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali, senza la possibilità di tracciare l’origine
dei nuovi casi.

A questo proposito, verranno valutate, oltre alle misure menzionate nell’ allegato
(scenario 3 e 4), quelle già adottate con successo nella fase più intensa dell’epidemia, proporzionate
alla gravità della situazione contingente.

Il primo scenario è quello che sostanzialmente è in atto oggi. Si tratta di uno scenario abbastanza rassicurante. Ciò sarebbe davvero auspicabile soprattutto in funzione dell’inizio del nuovo anno scolastico che già sta destando alcune preoccupazione prima ancora che sia iniziato.
Una tale situazione potrebbe sembrare quasi un lontano miraggio ma, nulla è impossibile e tutto può accadere; soprattutto con un po’ di attenzione e senso di responsabilità.

Questo piano contiene anche una ‘checklist’ per le regioni, atto a valutare il livello di preparazione dei sistemi sanitari nelle Regioni/PPAA al fine di poter fronteggiare in modo ottimale un eventuale aumento nel numero di nuove infezioni.
E’ necessario non farci trovare impreparati così da dare una risposta positiva e concreta in modo da fronteggiare al meglio la situazione.
Una buona sanità e un sistema sanitario ben predisposto e vigile, sono alla base di tutto. Nello loro mani ricade una responsabilità elevata e le vite di tanti malati.

Aiutarci a vicenda permette di fronteggiare una possibile seconda ondata che, qual’ora fosse allarmante, rappresenterebbe un pericolo concreto per tutto il sistema sanitario ed economico.

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