Per quanto tempo rimane il covid sulle superfici? L’ultimo studio è sconcertante

E’ dall’inizio della pandemia che molti si chiedono: quando sopravvive il coronavirus sulle superfici? Un recente studio australiano sembra aver dato una risposta a questa domanda, e i risultati a dire il vero non sono molto confortanti. Ma basta prestare alcuni accorgimenti, primo fra tanti una costante igiene delle mani per evitare di contagiarsi.

permanenza covid 19 superfici

Lo studio è stato presentato dall’ Agenzia scientifica nazionale australiana, e dai risultati emerge sostanzialmente ciò che si sapeva (e temeva) da tempo: questo virus sopravvive più facilmente e più a lungo a temperature più fredde. Il caldo è invece un fattore che riduce la longevità del virus, motivo per cui d’estate abbiamo avuto una frenata significativa dei contagi, nonostante le restrizioni molto più ridotte rispetto a questo periodo dell’anno.

Ma non è tutto, lo studio, come sopra citato, ha quantificato la permanenza del covid su varie superfici e a varie temperature. I risultati sdi questa ricerca sono stati pubblicati dai ricercatori australiani dello Csiro sulla rivista scientifica Virology Journal, e descrivono quanto segue:

<<Questo studio ha misurato i tassi di sopravvivenza della SARS-CoV-2 infettiva su diversi tipi di superficie comuni. Tutti gli esperimenti sono stati effettuati al buio, per annullare gli effetti della luce UV. Le superfici inoculate sono state incubate a 20 °C, 30 °C e 40 °C e campionate in vari punti temporali>>.

Hanno specificato quindi che i tassi di sopravvivenza della SARS-CoV-2 sono stati determinati a diverse temperature.
Facendo riferimento alla carica batterica presente sulle superfici specificano che con il passare del tempo la presenza del virus si dimezza, più è alta la temperatura più diminuisce rapidamente.

<<Abbiamo ottenuto un tempo di dimezzamento compreso tra 1,7 e 2,7 giorni a 20 °C, riducendosi a poche ore quando la temperatura è stata elevata a 40 °C. Con carichi virali iniziali ampiamente equivalenti ai titoli più alti escreti dai pazienti infettivi>>.
In pratica ci dicono che la carica virale inoculata sulle superfici è stata più o meno la carica presente in pazienti infetti, e che questa si è dimezzata nell’arco di 2 o 3 giorni ad una temperatura di 20° centigradi, nell’arco di poche ore ad una temperatura di 40°. Ma il virus non è del tutto scomparso su tali superfici.

Ma per quanto tempo è rimasto su tali superfici?
<< Il virus vitale è stato isolato per un massimo di 28 giorni a 20 °C da superfici comuni come vetro, acciaio inossidabile e banconote sia di carta che di polimeri. Al contrario, il virus infettivo è sopravvissuto per meno di 24 ore a 40 °C>>.
Quindi il covid-19 sopravvive su alcune superfici come vetro, acciaio e banconote fino a 28 giorni. Per vetro si intende anche il vetrino dei cellulari che tocchiamo in continuazione, sarebbe quindi buona norma disinfettarli spesso oltre che lavarci frequentemente le mani.

E poi le banconote, anche queste le tocchiamo praticamente ogni giorno, e dopo averlo fatto una bella sfregata sulle mani con del gel disinfettante non sarebbe affatto una cattiva idea.
I risultati di questo studio sono molto utili per farci prestare attenzione a vari comportamenti che abbiamo sempre adottato con superficialità.

Come riferiscono gli stessi scienziati:
<<Questi risultati dimostrano che la SARS-CoV-2 può rimanere infettiva per periodi di tempo significativamente più lunghi di quanto generalmente ritenuto possibile. Questi risultati potrebbero essere utilizzati per informare il miglioramento delle procedure di attenuazione del rischio per prevenire la diffusione del COVID-19>>.

Avendo appurato che il virus sopravvive più a lungo a temperature da 20° in giù, quindi nel periodo autunnale e invernale, bisogna tenere in considerazione il fatto che tali esperimenti sono stati svolti al buio, senza l’effetto dei raggi UV. Sappiamo che la luce, con la sua componente ultravioletta, danneggia il virus. Anche il caldo è mal tollerato dal virus. Quando i ricercatori australiani hanno messo le loro superfici contaminate a 40 gradi, ogni traccia del microrganismo è scomparsa in 24 ore.

Quindi questo invento, aprite le finestre, fate entrare il più possibile la luce!

Leggi anche: La luce solare uccide i batteri e germi che abbiamo in casa.

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