Viorologo Tarro: “continuano a non dire la verità sui morti di covid”

Il professor Giulio Tarro, 82 anni, virologo di fama internazionale, allievo di Albert Sabin (il padre del vaccino contro la poliomielite), ex primario dell’ospedale Cotugno di Napoli, colui che isoló il vibrione del colera e due volte candidato al Nobel per la medicina, in una intervista per Ciociaria Oggi ha sottolineato la disinformazione dei mass media sulla questione covid-19. Di seguito alcuni estratti più significativi della sua intervista. Giulio Tarro: distinguere i morti con e per coronavirus Per quanto riguarda il "bollettino di guerra" relativo ai morti di covid che ci propinano giornalmente ha dichiarato: "Non di solo Covid-19 si muore in Italia e nel mondo. In base ai primi dati dell'Istituto Superiore di Sanità di cartelle cliniche relative ad esami eseguiti su presunte vittime da Covid19, abbiamo che in 909 casi solo 19 sono da attribuirsi come causa diretta e reale al Sars-CoV2. Si è forse fatto confusione tra persone con coronavirus e persone morte di coronavirus.". Tarro sostiene quindi, in base ai dati dell'ISS che tra i morti che ci comunicano giornalmente solo il 18% sono deceduti solo ed esclusivamente a causa del covid. Non tutti finiscono nelle terapie intensive a causa del covid Poi si esprime anche in merito al dato sulle terapie intensive: "I
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Tagadà: l’assist di Matteo Bassetti al governo sulle scuole rimaste aperte

Matteo Bassetti, professore Ordinario di malattie infettive dell'università di Genova, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino e recentemente nominato coordinatore scientifico per i criteri di ospedalizzazione e deospedalizzazione dei malati covid, nel corso di un intervento durante il corso della trasmissione Tagadà su La7, si esprime in merito alle scuole rimaste aperte in piena emergenza coronavirus. Come ben sappiamo con il nuovo Dpcm l'Italia è stata divisa in tre aree: gialla, arancione e rossa. In base al colore le restrizioni sono via via maggiori. Le regioni in zona rossa sono quelle che devono sottostare a regole più stringenti, ma in questa zona, come molti possono pensare non si applicano chiusure totali ma un semi lockdown. "E' poco meno di un lockdown dove si garantisce la minima sopravvivenza di quel sistema produttivo, economico e sociale che non si può fermare" afferma il virologo. Per quanto riguarda le scuole, l'ultimo Dcpm prevede misure univoche in tutta Italia, indipendentemente dalla zona in cui si trovano, e queste sono: Le scuole dell'infanzia, le elementari e le secondarie di primo grado restano aperte; Le scuole superiori e le università restano chiuse con l'obbligo della didattica a distanza; Alle superiori i laboratori sono aperti e i ragazzi con
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Matteo Bassetti a Non è l’Arena: “io criticato da chi non sa e non fa nulla”

Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, e esperto di infettivologia, ha recentemente pubblicato un post sui social dove si mostra "schifato" per i continui attacchi nei suoi confronti da parte di chi "non sa e non fa" nulla per far fronte all'emergenza sanitaria che stiamo vivendo. "Non posso vivere in un luogo e in un paese dove mi vergogno a far leggere ai miei figli cosa dicono di me, sono schifato. Che tristezza essere criticato da chi non fa e non sa" scrive il virologo. Concetto che ha ribadito anche durante un intervento per la trasmissione "Non è l'Arena" condotta da Giletti su La7. "Mi hanno vomitato addosso ogni tipo di ingiuria" ha affermato, "il problema è che chi fa le critiche è chi non fa e non sa. Purtroppo nel nostro paese chi parla e comanda di malati ne ha visti pochi". Bassetti si riferisce alla critiche emerse dopo la sua recente nomina come coordinatore scientifico per i criteri di ospedalizzazione e deospedalizzazione dei malati covid, nomina giudicata "non adeguata dal punto di vista della caratura scientifica". Bassetti lascia intendere che coloro che fanno teoria criticano chi fa pratica e si batte sul campo contro questa malattia, e tutto questo
Matteo Bassetti a Non è l’Arena: “io criticato da chi non sa e non fa nulla”

Crisanti ad Accordi&Disaccordi: chi guarisce dal covid diventa immune?

Chi contrae il coronavirus e guarisce può considerarsi immunizzato contro questa malattia? Presenta anticorpi neutralizzanti in grado di proteggere l'organismo dall'infezione? La risposta a queste domande la dà il virologo Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di Microbiologia dell’Università di Padova, che intervistato nel corso della trasmissione Accordi&Disaccordi,  il talk politico condotto da Andrea Scanzi e Luca Sommi, in onda sul Nove, fa chiarezza sulla questione. Crisanti rivela che non è ancora abbastanza chiaro alla comunità scientifica se le persone che contraggono il virus possano reinfettarsi nuovamente, questa è una questione che è ancora in fase di studio. La cosa ormai chiara e preoccupante è che "il covid muta, siamo di fronte alla terza mutazione a livello di popolazione del virus" afferma il virologo. Crisanti con questa affermazione lascia intendere che anche se un paziente guarito possiede anticorpi contro la malattia, questi potrebbero essere efficienti in caso di reinfezione da un coronavirus mutato, diverso dal precedente. "Il ceppo di Wuhan" il primo covid apparso nella città cinese "è scomparso ed è stato sostituito dal nuovo ceppo che ha una mutazione che permette al virus di infettare più persone" conferma Crisanti. "Dal punto di vista epidemiologico questo ceppo è più aggressivo" conclude.
Crisanti ad Accordi&Disaccordi: chi guarisce dal covid diventa immune?

Matteo Bassetti: “il positivo asintomatico non deve assumere farmaci”

Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, e esperto di infettivologia, è stato intervistato nel corso della trasmissione “Il mio medico” in onda su Tv2000 da Monica Di Loreto. Tra le varie questioni l’infettivologo si è espresso in merito a molte persone che risultano asintomatiche al tampone e che, per negativizzarsi prima del tampone successivo assumono farmaci. Bassetti ha ammonito fermamente questo comportamento sostenendo che gli asintomatici non devono assumere alcun farmaco, devono solamente mettersi in quarantena rispettando le regole previste dai protocolli (mascherine e distanziamento sociale). "Ho saputo che ci sono persone che prendono farmaci, cortisone, antibiotici, eparina solo per avere il tampone positivo. L'asintomatico non deve fare niente!" Per chi ha pochi sintomi invece come febbricola, qualche dolore articolare, un pò di tosse, o una lieve desaturazione “curarsi a casa si può, deve prendere gli antipiretici, il paracetamolo, l’aspirina” (sempre sotto indicazione del medico curante). i quadri più complessi invece andrebbero gestiti in ospedale. Questo ed altro nell’intervista integrale di Monica Di Loreto a Matteo Bassetti presente a questo link.
Matteo Bassetti: “il positivo asintomatico non deve assumere farmaci”

Contagi in aumento? Per Matteo Bassetti è colpa di chi è andato in vacanza e delle scuole aperte

Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, esperto di infettivologia, è stato intervistato lo scorso fine settimana nel corso della trasmissione “Domenica In” dalla conduttrice Mara Venier con la collaborazione del noto comico Giorgio Panariello. L’infettivologo si è espresso in merito all'attuale situazione epidemica in Italia e in particolare all'aumento di contagi che dal mese di ottobre si verifica in modo quasi esponenziale. Secondo Bassetti tra le cause principali per cui il virus "è rientrato" in Italia ci sono le vacanze e la riapertura delle scuole. Si riferisce in particolare a chi è andato questa estate in vacanza all'estero, che, secondo il medico, avrebbe potenzialmente riportato il virus nel nostro paese. La riapertura delle scuole, lo spostamento tra regioni e la messa in moto di tutte le attività produttive avrebbe fatto il resto. "Il virus questa estate è rientrato in Italia con gli spostamenti tra regioni ma soprattutto con l'andare in vacanza all'estero, si è un pò abbassata la guardia, forse troppo!" ha affermato. "Poi con la ripresa delle scuole e delle attività produttive c'è stato un grosso interscambio tra le persone e il virus ha ricominciato a circolare nel mese di settembre" fino a far registrare dal mese di ottobre in poi i
Contagi in aumento? Per Matteo Bassetti è colpa di chi è andato in vacanza e delle scuole aperte

Covid, Matteo Bassetti: “in quali casi NON bisogna recarsi in ospedale”

Matteo Bassetti, esperto di infettivologia e direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, è stato intervistato da Monica Di Loreto nel corso della trasmissione "Il mio medico" in onda su Tv2000. Tra le varie questioni l'infettivologo si è espresso in merito al sovraffollamento dei pronto soccorso che si verifica da qualche settimana, da parte di persone che a suo dire "potrebbero essere curate tranquillamente a casa". Questa situazione mette a dura prova la tenuta del sistema sanitario nazionale e rende difficoltosa la cura per i casi più gravi. Recentemente il medico ha pubblicato su Instagram un post dove afferma sostanzialmente che bisogna andare in ospedale solo se serve. "Gli ospedali negli ultimi giorni hanno avuto un iperafflusso non sempre appropriato. I medici e sanitari sono stanchi, alcuni non ce la fanno più" afferma Bassetti. "I cittadini devono fare la loro parte per non mettere in difficoltà il sistema sanitario" ha concluso. Nel corso del suo intervento spiega in dettaglio in quali casi e con quali sintomi bisogna allertarsi e recarsi al pronto soccorso, anche in base alle indicazioni del medico curante. "Nel 92-93% dei casi la malattia decorre il maniera asintomatica, poco sintomatica o lieve e fa registrare i vari sintomi: febbricola, qualche dolore articolare,
Covid, Matteo Bassetti: “in quali casi NON bisogna recarsi in ospedale”

Soffri di pressione alta? Gli alimenti che la abbassano

L'ipertensione, o ipertensione arteriosa, è il più comune fattore di rischio prevenibile per le malattie cardiache. I farmaci, compresi gli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE), sono comunemente usati per ridurre i livelli di pressione sanguigna. Tuttavia, i cambiamenti dello stile di vita, comprese le modifiche dietetiche, possono aiutare ad abbassare i livelli di pressione sanguigna a valori ottimali e ridurre il rischio di malattie cardiache. Una dieta sana è essenziale per abbassare la pressione sanguigna e mantenere i livelli ottimali, e alcune ricerche hanno dimostrato che l'inclusione di alcuni alimenti nella vostra dieta, specialmente quelli ad alto contenuto di specifici nutrienti come potassio e magnesio, riduce i livelli di pressione sanguigna. Di seguito di una dieta nutriente e salutare per il cuore, si consiglia di seguirla a tutte le persone con pressione sanguigna alta, comprese quelle che assumono farmaci per abbassarla. I cibi che aiutano ad abbassare la pressione sanguigna Il cibo sano è come un farmaco per l'ipertensione. Solo che non è necessaria una prescrizione medica e non ci si deve preoccupare degli effetti collaterali. Basta scegliere con saggezza cosa mangiare. Così come ci sono cibi che aumentano la pressione sanguigna, ci sono cibi che la abbassano. Come qualsiasi altra dieta sana, una dieta per
Soffri di pressione alta? Gli alimenti che la abbassano

Scoperto il legame tra gruppo sanguigno e covid-19, chi corre meno rischi

Un recente studio avrebbe in un certo senso definito i soggetti più vulnerabili alla infezione da coronavirus e quelli meno vulnerabili, e ciò dipenderebbe dal gruppo sanguigno. Lo studio  in questione è stato appena pubblicato sul nuovo portale Blood  Advances e indica che le persone con sangue di tipo 0 hanno un rischio minore di contrarre il nuovo coronavirus rispetto alle persone con altri gruppi sanguigni. I ricercatori hanno anche notato che le persone con sangue di tipo 0 hanno meno probabilità di sviluppare una grave malattia se hanno il virus. I risultati sono simili a uno studio contrapposto dove sono stati esaminati gruppi sanguigni differenti, pubblicato a giugno dove i ricercatori hanno concluso che le persone con sangue di tipo A sono associate ad avere un rischio più alto del 45 per cento di contrarre il nuovo coronavirus. Questi ricercatori hanno studiato 1.900 persone in Spagna e in Italia che erano gravemente malate di COVID-19 e hanno confrontato i loro risultati con 2.000 persone che non erano malate. Anche uno studio cinese pubblicato a marzo, ha suggerito che le persone con sangue di tipo A potrebbero essere più suscettibili di contrarre il virus e le persone con sangue di tipo O potrebbero avere una
Scoperto il legame tra gruppo sanguigno e covid-19, chi corre meno rischi

Ricciardi lancia l’allarme: “Dpcm inutile, il virus dilaga”, la sua proposta anti-contagio

Walter Ricciardi, l'attuale consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza non ritiene sufficienti le nuove misure anti contagio previste dal Dpcm e propone decisioni forti, più stringenti le quali, dati alla mano, potrebbero limitare del 50% la circolazione del virus. E' intervenuto in merito all'attuale situazione epidemica italiana nel corso della trasmissione "Omnibus" su La7" sostenendo che queste misure adottate "sono sicuramente un passo avanti ma non sono sufficienti per affrontare la circolazione del virus in questo momento". "In questo momento il virus in alcune aree del nostro Paese dilaga incontrollato, quando noi abbiamo un indice di contagio rt di 2,5 significa che la diffusione del virus è esponenziale". L'indice di contagio rappresenta la capacita di una singola persona di infettarne altre, un indice di 2,5 registrato in alcune zone d'Italia sta a significare che una persona contagiosa ne infetta altre 2 e mezzo, quindi, come sostiene Ricciardi, per questo il numero dei contagi aumenta in modo esponenziale. "C'è bisogno di misure più aggressive" sostiene Ricciardi. "Secondo un recente studio, quando si registra un indice di contagio del genere l'unica soluzione è il lockdown, ma non generalizzato, da applicare solo nelle zone dove c'è un alta contagiosità". Ricciardi illustra  come i lockdown localizzati, insieme ad
Ricciardi lancia l’allarme: “Dpcm inutile, il virus dilaga”, la sua proposta anti-contagio

Salute e Benessere, Rimedi naturali, Alimentazione sana, e prodotti biologici

Quante volte ti sei chiesto se avresti potuto curarti in modo al 100% naturale? Su Salute Eco Bio troverai tantissime soluzioni naturali per tutti i tuoi problemi, i trucchi e i segreti della medicina popolare tramandati di generazione in generazione che aiutano a curare, lenire e prevenire i problemi di salute e benessere più comuni. I nostri antenati avevano i rimedi giusti per ogni evenienza, conoscevano bene proprietà e benefici di alimenti ed erbe, avevano sempre qualcosa di buono e salutare da mangiare. Su Salute Eco Bio puoi trovare rimedi naturali per la salute e il benessere generale dell' organismo, utili consigli per un' alimentazione sana e per uno stile di vita sano all' insegna della natura. Inoltre sono presenti alcuni suggerimenti per affrontare i disturbi mentali più comuni e molti aggiornamenti rivolti alla ricerca scientifica. Dal punto di vista dell' ambiente, Salute Eco Bio si fa promotore di soluzioni rivolte alla sostenibilità ambientale e allo sviluppo sostenibile attraverso la promozione di energie rinnovabili. Il tutto è diviso per categorie per una facile navigazione.

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