Matteo Bassetti: ecco perchè ci sono così tanti asintomatici in giro

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Il virologo Matteo Bassetti, intervistato da Myrta merlino per la trasmissione “L’Aria che tira” ha detto la sua per quanto riguarda il boom di contagiati perlopiù asintomatici e l’evoluzione del nuovo coronavirus.

matteo bassetti asintomatici

Bassetti ammette che siamo di fronte ad un virus nuovo sul quale ci sono ancora alcune lacune da parte della comunità scientifica, quello che si sapeva a riguardo sei mesi fa è ben diverso da quello che si sa oggi. Ma anche se è un virus nuovo si comporta come molti altri che conosciamo afferma Bassetti.

Ciò che ancora non è chiaro al virologo è se le cure adottate contro questa malattia, specie quelle di inizio pandemia, abbiano contribuito a peggiorarla o meno:
Non sappiamo quali sono le conseguenze dirette del virus e quali quelle delle cure, per esempo l’ossigeno: stare ricoverato con un tubo ti dà problemi anche senza virus“.

Detto questo spiega perchè ci sono così tanti asintomatici tra i nuovi contagiati: perchè la maggior parte sono giovani. Secondo bassetti il virus sta colpendo maggiormente i giovani per una serie di fattori, sia perchè sono andati in vacanza all’estero sia perchè sono quelli che rispettano meno degli altri le regole del distanziamento sociale e dell’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.

I giovani hanno un sistema immunitario più efficiente dei meno giovani e quindi quando si contagiano risultano asintomatici. A rafforzare questa tesi ci sarebbe anche il fatto che, secondo alcuni virologi, il coronavirus ha perso potenza rispetto a sei mesi fa.

Non dobbiamo guardare il dato dei contagi ma quello dei ricoveri. Le persone ricoverate continuano ad essere prioritariamente quelle un poì più avanti con gli anni. I giovani sono asintomatici o poco sintomatici, le persone più avanti con gli anni invece hanno sintomi, che, come visto rispetto a marzo e aprile, sono molto diversi.

Il risultato di tutto ciò è che se anche oggi abbiamo centinaia di contagi al giorno, le persone che muoiono sono veramente poche“. Ecco spiegato il divario che c’è tra il numero dei contagiati da una parte e quello dei morti e ricoverati dall’altra.

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