Trovati anticorpi per il covid-19 in cani e gatti, ma non sono contagiosi

In uno studio italo-inglese sono stati raccolti campioni di più di 500 animali tra cani e gatti durante le visite veterinarie, e i risultati ottenuti sono davvero interessanti.
anticorpi covid-19 cani e gatti

Lo studio è stato condotto dalle Università di Liverpool, Bari e Milano che hanno testato, nel Nord Italia, campioni di più di 500 animali domestici raccolti durante le visite ai veterinari.

I ricercatori hanno condotto un’indagine completa su cani e gatti in Italia, da marzo a maggio 2020, in famiglie con casi di COVID-19 o in famiglie che vivono in zone fortemente colpite.

Anticorpi contro il coronavirus in cani e gatti: lo studio

I loro veterinari hanno testato tutti gli animali presenti nello studio durante le visite di routine, tra cui oltre 900 cani e più di 500 gatti. La conclusione è che una parte di questi (3,4% dei cani e il 3,9% dei gatti) aveva anticorpi contro la SARS-CoV-2.
I campioni provenivano da aree nasofaringee, orofaringee o altre aree gravemente colpite nell’uomo, o da altri siti convenienti. Questo ha prodotto circa 300 e 180 tamponi orofaringei, 180 e 80 campioni nasali, e 55 e 30 tamponi rettali da cani e gatti, rispettivamente.

In totale, sono stati fatti 1420 tamponi, compresi circa 40 cani e gatti, ciascuno sintomatico al momento del campionamento, e circa 60 cani e gatti provenienti da famiglie che avevano uno o più casi positivi.
Tuttavia, tutti erano negativi alla PCR, compresi quelli che vivevano in famiglie con casi confermati di COVID-19 e quelli con e senza sintomi respiratori. Questo suggerisce che gli animali non erano attivamente infetti in quel momento pur avendo anticorpi specifici contro il virus nei test sierologici.

Conclusioni

Gli animali testati erano per buona parte appartenenti a famiglie con almeno un caso positivo al coronavirus, questo lascia intendere che potrebbe essere anche possibile la trasmissione inversa cioè uomo-animale, anche se tra gli animali testati nessuno è risultato positivo al coronavirus.
Come riportato da Repubblica, Alan Radford, della Liverpool Small Animal Veterinary Surveillance Network ha dichiarato:

Nessuno degli animali testati stava diffondendo il virus al momento del campionamento, ma i veterinari e le persone devono continuare a essere consapevoli del fatto che gli animali domestici che vivono in famiglie con Covid-19 avranno quasi sicuramente il virus“.

“I risultati “suggeriscono chiaramente che gli animali domestici possono essere infettati solo sporadicamente, quindi probabilmente non rappresentano una fonte di infezione per l’essere umano. La priorità deve rimanere sugli esseri umani, ma sarà importante comprendere meglio il ruolo degli animali se vogliamo controllare pienamente questa pandemia” ha riferito Nicola Decaro, virologo veterinario dell’Università di Bari.

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