OMS. I guariti dal Covid-19 possono ancora essere contagiosi

L’OMS afferma che “si può essere contagiosi anche dopo 15 giorni dalla guarigione dal covid-19”. Ecco perché succede e come comportarsi in questi casi.
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In questi giorni in cui il mondo intero è impegnato a fare i conti con la pandemia da SARS-CoV-2 , l’attenzione è massima e le misure adoperate per contrastare il Covid-19 sono state studiate a tavolino al fine di scoraggiare il più possibile contagio epidemiologico, sia in Italia che altrove.
Ora come ora, con il passare di settimane e poi anche di mesi, si iniziano a tirare le prime somme (soprattutto là dove l’ emergenza sta calando o è oramai passata).

Allo stesso modo iniziano a vedersi i risultati dei primi studi scientifici, le prime osservazioni su pazienti curati e guariti e così via, accumulando una serie di ipotesi e tesi che si basano su pazienti osservati duranti il loro periodo di malattia. E’ brutto dirlo ma, ad oggi, mentre combattiamo e curiamo l’epidemia di Coronavirus, la popolazione stessa fa anche da cavia: vengono testati farmaci nuovi, sperimentate tecniche diverse e messi in atto protocolli d’urgenza…ma si sa, questa è una pandemia e va fronteggiata con ogni mezzo a disposizione e con tutte le forze disponibili.

Guariti dal covid-19 contagiosi fino a 15 giorni

Ad oggi, dati alla mano, sia la Cina (con un articolo pubblicato su JAMA) sia l’ OMS in conferenza stampa, hanno dichiarato che si può essere contagiosi e veicolare il Covid-19 anche 15 giorni dopo essere “guariti” .

Questo è quanto ha affermato a Ginevra il direttore generale dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità: Tedros Adhanom Ghebreyesus

Un paziente guarito da coronavirus non rappresenta più un pericolo di contagio per altre persone, soltanto dopo due settimane dalla sua guarigione.

In sostanza questo significa che anche se si è ipoteticamente guariti, successivamente si deve continuare rispettare un altro periodo di contenimento per 2 settimane dalla scomparsa della malattia stessa. In questo modo si potrà azzerare del tutto un possibile contagio da Coronavirus.

Questo vuol dire che nei giorni successivi alla loro dimissione, occorre evitare il contatto con coloro che sono guariti ed è necessario rispettare questo protocollo anche se la persona in questione oramai non presenta più sintomi della malattia.
In questo Video potete vedere la Conferenza stampa dell’Oms in lingua originale.

Contagiosi al Covid anche dopo guariti. Lo studio Cinese

Come già vi abbiamo accennato, anche la Cina ha effettuato degli studi riguardanti la possibile contagiosità al Covid-19 anche dopo essere guariti.
Lo studio riguarda un numero ristretto di pazienti con età compresa tra i 30 e i 36 anni curati presso l’ Ospedale Universitario Zhongnan, a Wuhan, tra il 1 Gennaio e il 15 Febbraio 2020.

A seguito dei tamponi effettuati con due test negativi consecutivi, si è visto che i pazienti erano guariti dalla malattia per tale motivo sono stati dimessi e invitati a rispettare una quarantena di altri 7 giorni presso il proprio domicilio.
Come da prassi, a distanza di qualche giorno sono stati ripetuti i tamponi (tra il quinto e il tredicesimo giorno post dimissione), la sorpresa è stata che tutti i test di follow-up sono risultati nuovamente positivi al virus.

Cosa è accaduto?
Indubbiamente appare chiaro come una parte dei pazienti guariti dal COVID-19 resti per qualche tempo ancora portatrice del virus.

A riprova di questo vi sono proprio i tamponi che sono usciti nuovamente positivi.
Questi tamponi vengono fatti andando ad analizzare le tracce genetiche di un agente patogeno che si annida nel muco o anche nella saliva. Per questo vengono fatti via naso o via gola.

Questi pazienti Cinesi erano risultati negativi in un primo momento in quanto avevano in corpo un’alta concentrazione dell’ antivirale utilizzato per curare il Coronavirus: l’oseltamivir;  evidentemente a cura terminata e con la sospensione del trattamento, il virus ha ricominciato a replicarsi seppur in quantità più contenuta, così da dare di nuovo tampone positivo ma senza sintomi fisici.

Questa però non è proprio una brutta notizia. C’è un risvolto positivo in questa storia e vediamo qual è:

Nel corso della storia si è visto che molti virus rimangono nel corpo dell’infettato anche dopo la guarigione. Il Virus continua ad abitare in lui per lunghi periodi anche se la concentrazione ovviamente è molto ridotta tanto da non causarne sintomi o manifestazioni generali.
Ebbene, in genere questi patogeni sono quelli che scatenano maggiormente la risposta immunitarie del nostro organismo, ed è così che piano piano si creano gli anticorpi.

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