Come fare per riconoscere un olio extravergine di qualità

Sugli scaffali dei supermercati ci propinano davvero olio di qualità? L’apparenza spesso inganna. Come riconoscere il vero olio extravergine d’oliva.olio di qualità extravergine di oliva

Spesso scambiamo l’olio taroccato per olio di qualità. Quello buono e genuino bisogna saperlo riconoscere.
Troppo spesso sugli scaffali dei nostri supermercati ci sono bottiglie di olio “extravergine di oliva” la cui autenticità lascia il tempo che trova. Spesso è soggetto a correzione di acidità così come di colore e questo fa sì che l’olio in questione si avvicini di più a un prodotto di laboratorio più che al derivato di un prezioso frutto della terra!

Tra ottobre e novembre, quando l’autunno inizia a farsi sentire, comincia la raccolta delle olive. Tale periodo può protrarsi anche fino a dicembre, in relazione alla zona geografica. I fattori che ne indicano il momento propizio sono in funzione della tipologia di olive, del grado di maturazione ma anche del clima.
Solitamente il momento migliore per la raccolta e spremitura delle olive si ha quando avviene un cambiamento di colore del frutto il quale da verde diventerà violaceo. In queste condizioni potremmo ottenere un olio dalle qualità organolettiche ottimali, ricco di fenoli e soprattutto genuino.

Come produrre un olio di qualità

Ci sono vari metodi per procedere con la raccolta delle olive:

  • La pettinatura: rastrellando tra i rami con un apposito “pettine” il quale farà cadere a terra i frutti.
  • La raccattatura: in cui si raccolgono le olive cadute spontaneamente (in questo caso però, essendo un frutto troppo maturo, l’olio non potrà essere considerato di alta qualità), in questo caso non si parla di olio extravergine.
  • La bacciatura: prevede che i rami vengano percossi in modo da far cadere le olive su delle reti precedentemente posizionate. Tale tecnica procura dei danni alla pianta così come all’oliva, per questo motivo sarebbe meglio evitarla.
  • La raccolta meccanica: avviene attraverso degli strumenti appositi che determinato la caduta dell’ oliva, questo avviene o con aria compressa sparata sul ramo, oppure con degli strumenti che vibrano tanto da permettere al frutto di staccarsi dal ramo. La “violenza” di questa tecnica fa sì che la pianta possa subire dei danni, per questo sarebbe meglio adottare altre strategie di raccolta.

-Per produrre un buon olio bisogna:

  • Utilizzare delle buone olive perchè non possiamo “aggiustare” il sapore con trattamenti vari .Altrimenti non staremmo parlando di olio extra vergine;
  • Evitare quindi di adoperare un frutto troppo maturo;
  • Non utilizzare sostanze chimiche;
  • Affidarsi ad un prodotto raccolto a mano;
  • Non lasciare che passi troppo tempo dalla raccolta alla spremitura (rigorosamente a freddo).

Ricordiamoci che cattive olive producono un cattivo olio!

Come riconoscere un olio di qualità

L’ olio extravergine di oliva è un alimento indispensabile che è presente in modo assoluto nella nostra dieta mediterranea. E’ importantissimo tanto da essere considerato un vero e proprio alimento a tutti gli effetti.
Un toccasana per la nostra salute considerando la sua ricchezza di  antiossidanti naturali (POLIFENOLI) i quali riducono l’insorgenza di malattie cardio-vascolari e tumori. Inoltre aiuta a migliorare i processi digestivi, regola l’intestino, favorisce la la salute del fegato, riduce drasticamente l’ invecchiamento della pelle e abbassa i livelli di colesterolo del sangue.

Alla luce di tutto questo appare evidente quanto sia importante riconoscere l’ olio extra vergine di oliva così da essere certi di mangiare un prodotto sano e dalle tante proprietà benefiche per il nostro organismo. Per aiutarvi a non sbagliare, vi diamo diversi spunti per fare una corretta valutazione del prodotto.

  1. FLUIDITA’ DEL PRODOTTO. Per parlare di olio buono occorre che a sua fluidità sia medio/bassa. Se siamo d’inanzi ad un olio troppo fluido allora non è un buon segno. Potete osservare la suo viscosità mettendone un po’ in un semplice bicchiere e fatelo roteare leggermente. Da qui potete osservare quanta aderenza ha sulle pareti: se tenderà a scivolare facilmente vuol dire che l’olio è troppo liquido, probabilmente sarà ricco di acidi grassi polinsaturi tipici di un olio di semi. DIFFIDATE!
  2. IL GIUSTO SAPORE. Diffidate da un olio estremamente dolce e con poco carattere. Il vero olio extravergine di oliva ha come peculiarità un sapore pungente e leggermente amaro. Pizzicherà sulla lingua e al palato. Assaggiatelo e capirete se si stratta di olio buono, vi basterà un piccolissima quantità per scoprirlo.
  3. ATTENZIONE ALL’OLFATTO. L’olio extravergine do oliva profuma di madre terra! O meglio, noterete che il suo odore emanerà un mix di profumo di olive, erba, frutta… Per riconoscerlo basterà scaldare leggermente una piccolissima quantità (circa 28 C°) ed annusare profondamente. Più sarà forte l’aroma sprigionato, più buono sarà l’ olio.
  4. ATTENZIONE AL COLORE. Un olio extra vergine di oliva non è limpidissimo. Esso si presenta opaco e verdognolo. Ovviamente questo dipende anche dalla tipologia di olive utilizzato ma solitamente il color giallo paglierino (come spesso troviamo nei supermercati) non denota un prodotto extravergine!

Purtroppo al giorno d’oggi mangiamo tanti prodotti tarocchi che vengono spacciati per naturali e autentici ma di buono hanno ben poco. Tali prodotti, troppo spesso, hanno anche marche conosciute…Per non parlare dei prodotti meno famosi…ricordiamoci che  è impossibile definire “prodotto di qualità” un olio che al supermarket costa € 4 al litro! Il prezzo sarà pure accattivante la qualità no! Per produrre un olio di qualità ci vuole tempo e denaro…e questo inevitabilmente va ad incidere sul prezzo finale al consumatore. RICORDATELO SEMPRE!

Olio di qualità: prodotti

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1 Commento

  1. Renato Casaioli

    Ottimo articolo. Per quanto riguarda la raccolta, che oggi tutti fanno con attrezzature elettromeccaniche, c’è da dire che questo metodo di raccolta, ha si velocizzato la raccolta, cosa assai importante per la qualità dell’olio. Ma come tutte le cose, ha anche prodotto degli effetti collaterali, come la diffusione della ROGNA dell’olivo. Questo perché gli abbattitori con le loro bacchette, creano micro fratture sulla corteccia dei rami. Queste micro lesioni favoriscono il diffondersi della ROGNA. La rogna dell’olivo è una infezione di origine batterica, causata dal batterio Pseudomonas savastanoi.
    Basta però avere cura, io lo faccio, di fare appena finita la raccolta, il trattamento con appositi prodotti, questi quasi tutti a contatto, e la malattia regredisce in poco tempo.

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