Se nel 2026 curi il diabete, la pressione alta o i problemi alla tiroide, potresti avere diritto all’esenzione totale per non pagare il ticket. Molte persone pagano di tasca propria pensando che serva un ISEE basso, ma lo Stato copre queste spese a prescindere dal reddito. Vediamo subito i codici.
Andare in farmacia o prenotare un semplice esame del sangue è diventato sempre più costoso. Se hai un disturbo che dura nel tempo e che ha bisogno di cure continue, sai benissimo quanto pesano queste spese mediche sul tuo portafoglio ogni mese. Eppure, ci sono tantissimi italiani che continuano a pagare esami e medicine a prezzo pieno, a causa di una grandissima bugia che circola in giro.
Molti sono convinti che per avere un aiuto dallo Stato sia obbligatorio essere poveri o presentare scartoffie infinite sulle proprie tasse. Invece, parliamo delle esenzioni per patologia, una agevolazione fondamentale che ti permette di non pagare il ticket sanitario guardando solo alla tua salute e non al tuo conto in banca.
Ma il vero problema è che nessuno ti cerca per avvisarti e, per semplice mancanza di informazione, si lasciano decine di euro alla cassa. C’è un dettaglio essenziale sulle tue malattie che fa la differenza tra chi paga e chi risparmia.
Il falso mito dell’isee e le malattie che ti tolgono il ticket
Quando parliamo di malattie croniche, ci riferiamo a quei disturbi che ti accompagnano ogni giorno e che devono essere tenuti sempre sotto controllo dal medico. La notizia più importante che devi memorizzare oggi è che, per queste specifiche malattie, il tuo reddito e il tuo ISEE non contano assolutamente nulla.
Lo Stato italiano ha deciso che chiunque soffra di queste patologie ha diritto ad essere curato gratis, che sia un disoccupato o un grande imprenditore. Ad ogni problema di salute è stato assegnato un numerino, chiamato codice di esenzione. Ad esempio, se la tua pressione del sangue fa brutti scherzi e il dottore ti ha diagnosticato ufficialmente l’ipertensione arteriosa, il tuo codice prezioso è lo 031.
Se invece devi combattere contro gli zuccheri alti nel sangue, il codice 013 per il diabete ti garantisce controlli a occhi, reni e nervi senza tirare fuori un centesimo. Anche chi ha la tiroide pigra è tutelato: in caso di tiroidite di Hashimoto, il codice 056 copre tutte le ecografie e gli esami ormonali.
Purtroppo, però, avere la malattia non basta per smettere magicamente di pagare. Molti pensano che con la semplice ricetta del dottore si abbia lo sconto in automatico, ed è proprio in questo momento che si rischia di sbagliare tutto. Per non ripetere lo stesso errore, bisogna capire bene come funziona la copertura.
Come funziona la copertura e cosa puoi davvero non pagare
È molto importante fare chiarezza su un aspetto che crea sempre tanta confusione negli ambulatori. Avere l’esenzione non significa che non pagherai mai più nulla in ospedale per il resto della tua vita. Questa agevolazione, proprio perché non dipende dal tuo ISEE ma dalla tua malattia, copre esclusivamente quelle visite, quegli esami e quei farmaci che servono a curare o a tenere sotto controllo il tuo specifico problema.
Per fare un esempio concreto, se hai l’esenzione per il diabete ma vai al pronto soccorso perché ti sei slogato un polso cadendo, pagherai il ticket normale per fare i raggi al braccio, perché il braccio non c’entra con gli zuccheri nel sangue. Per evitare brutte sorprese quando arrivi allo sportello, devi sapere con certezza cosa passa il sistema sanitario nazionale.
Ecco le spese principali che vengono sempre coperte dai codici di cui stiamo parlando:
Visite mediche specialistiche: tutti i controlli che riguardano direttamente il tuo problema, come ad esempio la visita dal cardiologo per chi soffre di ipertensione.
Esami del sangue e delle urine: quelli specifici per controllare i valori legati alla tua malattia, da ripetere nel tempo.
Ecografie e altri accertamenti: gli esami con i macchinari necessari per vedere come sta procedendo la situazione nel tuo corpo.
Medicine in farmacia: in moltissime regioni italiane il codice ti permette di prendere i farmaci specifici senza pagare la fastidiosa quota aggiuntiva.
Sapere cosa ti spetta è sicuramente fondamentale, ma c’è un passaggio burocratico ancora più delicato che, se ignorato, blocca tutto e ti fa perdere questo diritto proprio a un passo dal traguardo.
I passi da fare per avere il foglio di esenzione in mano
Per far scattare questo diritto e iniziare a risparmiare sui costi della tua salute, non devi aspettare che sia il sistema a riconoscerti da solo. Anche se non devi presentare calcoli sul reddito, devi comunque essere tu a fare il primo passo. Il documento fondamentale di cui hai assoluto bisogno è un certificato medico fatto da uno specialista di una struttura pubblica, come un ospedale statale o un poliambulatorio dell’ASL.
Non è valido, purtroppo, il certificato scritto dal dottore a pagamento nel suo studio privato. Quando hai finito la visita pubblica e il medico ha scritto nero su bianco che soffri di pressione alta, diabete o problemi alla tiroide, devi prendere questo foglio e portarlo subito allo sportello della tua ASL di residenza.
Oggi alcune regioni ti permettono di fare questa richiesta anche su internet dal tuo fascicolo sanitario, ma se non vai d’accordo con i computer, lo sportello con l’impiegato resta la via più sicura. Ti verrà rilasciato un foglio di carta o un cartoncino dove è stampato in grande il tuo codice di esenzione.
Da quel momento in avanti, ogni volta che vai dal tuo medico di base per farti segnare le medicine, dovrai ricordargli di inserire quel codice sulla ricetta. Solo in questo modo il computer della farmacia capirà che hai diritto all’agevolazione e ti lascerà finalmente i soldi nel portafoglio.

