Molte donne pagano ticket sanitari senza sapere che, in realtà, avrebbero diritto all’esenzione totale o parziale. Succede ogni giorno, spesso in silenzio. Tra lavoro, famiglia e visite da incastrare, è facile non informarsi o pensare che “se paghi, vuol dire che devi pagare”. In realtà non è così, e conoscere le regole può farti risparmiare anche centinaia di euro l’anno.
Pagare ticket e visite non sempre è dovuto. In Italia esistono esenzioni precise, legate a reddito, ISEE, età, gravidanza, patologie croniche e invalidità. Il problema è che molte di queste non sono automatiche, oppure non vengono applicate se manca un codice o una richiesta formale. Capire come funzionano ti permette di tutelarti, evitare spese inutili e usare davvero i tuoi diritti.

Donna controlla prescrizioni e farmaci, simbolo delle esenzioni sanitarie e dei ticket che molte donne pagano senza doverlo fare.
Perché molte donne pagano anche quando non dovrebbero
Il primo motivo è la mancanza di informazione chiara. Le regole esistono, ma spesso non vengono spiegate in modo semplice. Così ti ritrovi a pagare perché pensi che sia normale, o perché nessuno ti ha detto il contrario.
Un altro problema è che molte esenzioni non scattano da sole. Anche se rientri nei requisiti, se l’esenzione non risulta attiva nel sistema sanitario, il ticket viene richiesto. Questo succede spesso con le esenzioni da reddito o ISEE, che vanno rinnovate o autocertificate.
C’è poi la questione della ricetta medica. Se sulla prescrizione non è indicato il codice di esenzione corretto, la prestazione risulta a pagamento. Questo capita spesso in gravidanza, durante controlli frequenti, oppure con patologie croniche.
Infine, molte donne pagano perché non sanno che alcune visite ed esami hanno un ticket fisso (spesso tra 36 e 46 euro) che può essere azzerato completamente se l’esenzione è applicata correttamente. Sommando più visite all’anno, la spesa diventa importante.
Chi ha diritto all’esenzione e quali sono i principali casi
Prima di tutto è importante sapere che le esenzioni possono essere totali o parziali. Qui trovi i casi più comuni, spiegati in modo semplice, con importi e limiti indicativi.
Una delle più diffuse è l’esenzione per reddito. I principali casi sono:
E01: bambini sotto i 6 anni e adulti over 65 con reddito familiare lordo annuo fino a circa 36.000 euro
E02: disoccupati iscritti al Centro per l’Impiego con reddito familiare lordo fino a circa 8.500 euro, che sale a 11.000 euro con coniuge e +500 euro per ogni figlio
E03: titolari di assegno sociale
E04: pensionati al minimo over 60 con reddito familiare entro circa 8.500–11.000 euro, in base alla composizione familiare
Un altro caso molto importante riguarda la gravidanza. In questo periodo molte donne non dovrebbero pagare nulla per visite ed esami previsti dal percorso nascita. L’esenzione copre:
visite ginecologiche
esami del sangue
ecografie
monitoraggi previsti per settimana di gravidanza
Serve però che il medico indichi il codice corretto sulla ricetta. Senza codice, il ticket viene richiesto.
Ci sono poi le patologie croniche e invalidanti. Se hai una malattia riconosciuta (come problemi tiroidei, diabete, asma, artrite, ecc.), puoi avere esenzione per tutte le prestazioni collegate. Anche qui, il diritto esiste solo se l’esenzione è registrata.
Infine c’è l’invalidità. In base alla percentuale riconosciuta, puoi ottenere:
esenzione totale dal ticket
esenzione per specifiche prestazioni
agevolazioni aggiuntive
In molti casi, con invalidità medio-alte, il ticket è azzerato.
Cosa fare concretamente per non pagare quando non è dovuto
Qui conta la pratica. Per smettere di pagare inutilmente devi seguire tre passaggi chiave, semplici ma fondamentali.
Per prima cosa controlla se hai già un’esenzione attiva. Puoi farlo:
dal Fascicolo Sanitario Elettronico
chiedendo al tuo medico di base
presso la tua ASL
Molte donne scoprono così di avere un’esenzione già presente ma mai utilizzata.
Se non risulta attiva, devi richiederla o rinnovarla. Per quelle da reddito o ISEE, spesso serve una autocertificazione. L’ISEE indicativo per rientrare nelle esenzioni sanitarie più comuni è sotto i 10.000–12.000 euro, ma può variare in base al caso.
Il terzo passaggio è fondamentale: controlla sempre la ricetta. Prima di prenotare o pagare, verifica che ci sia il codice di esenzione corretto. Se manca, chiedi al medico di inserirlo. È un tuo diritto.
Ricorda una cosa importante: avere diritto non basta, deve risultare anche a sistema. Quando impari a controllare questi aspetti, smetti di pagare “per abitudine” e inizi a usare davvero le tutele previste per te. Anche qui, come spesso accade, l’informazione fa la differenza.






