Dopo la perdita del coniuge, la pensione spesso non basta più. Esiste però una richiesta poco conosciuta che può aumentare l’importo mensile. Nel 2026 questa possibilità è ancora attiva, ma molte vedove non sanno di rientrare nei limiti e rinunciano a soldi che spettano di diritto.
Quando perdi tuo marito, le spese restano identiche, ma il reddito quasi sempre scende. La pensione di reversibilità aiuta, ma non sempre copre tutto. Quello che molte vedove ignorano è che esiste una domanda aggiuntiva, prevista dalla legge, che può aumentare la pensione ogni mese. Nel 2026 questo aiuto esiste ancora, ma non è automatico. Devi sapere che c’è, verificare i limiti di reddito e presentare la domanda. Se non lo fai, quei soldi non arrivano, anche se ne avresti diritto.
Cos’è l’assegno di vedovanza e perché non viene dato a tutte
L’assegno di vedovanza è una integrazione economica mensile che l’INPS riconosce alle vedove con redditi personali bassi che già percepiscono la pensione di reversibilità o indiretta.
Non è una nuova pensione e non sostituisce nulla. È un aumento fisso mensile, pensato per chi vive con un solo reddito dopo il lutto. Proprio per questo l’INPS impone limiti di reddito precisi.
Un punto fondamentale da chiarire è questo:
👉 conta solo il reddito personale, non quello dei figli o di altri familiari.
Nel reddito personale rientrano:
pensioni
rendite
eventuali altri redditi dichiarati
Se resti sotto determinate soglie, l’assegno spetta. Se le superi, non viene riconosciuto o viene ridotto. Ecco perché conoscere le cifre esatte è fondamentale.
Limiti di reddito 2026: le cifre da conoscere davvero
Nel 2026 i limiti dell’assegno di vedovanza restano collegati al trattamento minimo INPS, che viene aggiornato ogni anno. In base ai valori più recenti, le soglie di riferimento sono queste.
👉 Assegno di vedovanza pieno
Se il tuo reddito personale annuo è fino a circa 23.000 euro lordi, puoi ottenere l’importo pieno, pari a circa 52 euro al mese.
👉 Assegno di vedovanza ridotto
Se il tuo reddito personale annuo è compreso tra circa 23.000 e 31.000 euro, l’assegno spetta in misura ridotta, pari a circa 19 euro al mese.
👉 Assegno non spettante
Se il tuo reddito personale supera i 31.000 euro annui, l’assegno di vedovanza non viene riconosciuto.
Queste cifre sono lordi annui e possono subire piccoli adeguamenti ogni anno, ma la struttura resta la stessa. Basta superare di poco una soglia per perdere l’assegno, oppure rientrarci di nuovo se il reddito diminuisce.
Ed è proprio per questo che molte vedove rinunciano senza saperlo, pur restando dentro i limiti reali.
Domanda, arretrati e controlli: cosa conviene fare subito
L’assegno di vedovanza non parte da solo. Anche se ricevi già la pensione di reversibilità, devi fare una domanda specifica.
Puoi presentarla:
sul sito INPS, con SPID, CIE o CNS
tramite un CAF o patronato, senza alcun costo
Un aspetto importantissimo riguarda gli arretrati. Se in passato il tuo reddito era già sotto le soglie e non hai mai fatto domanda, puoi recuperare fino a 5 anni di arretrati. In pratica:
50 euro al mese per più anni
possono diventare migliaia di euro in un’unica soluzione
Dopo l’accoglimento, l’assegno viene:
pagato ogni mese insieme alla pensione
controllato nel tempo in base ai redditi
revocato solo se superi i limiti o ti risposi
Se rientri nei limiti, non c’è alcun rischio: è un diritto previsto dalla legge. Il vero rischio è non fare la domanda e continuare a perdere soldi ogni mese.
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Buonasera, l’assegno di vedovanza viene dato SOLO a invalidi civili al 100%, non dovreste specificarlo????