La Marijuana uccide la proteina che scatena l’ alzheimer

Un nuovo studio del Salk Institute for Biological Studies di La Jolla in California rivela che potrebbe essere marijuana la “chiave” per curare l’ alzheimer.
marijuana uccide proteina che scatena l' alzheimer

L’ Alzheimer è una malattia diffusissima tra le persone anziane, specie in Italia, dove a causa dell’ invecchiamento della popolazione la percentuale di malati sembra destinata ad aumentare. Nasce quindi l’urgenza di scoprire una soluzione efficace per questa malattia.

Un nuovo studio del Salk Institute for Biological Studies di La Jolla in California rivela che la marijuana potrebbe essere la soluzione per la cura di questa malattia.

La marijuana è da molto tempo oggetto di studi, alcuni che ne esaltano le qualità, altri che ne evidenziano i pericoli, dipende sempre dall’uso che se ne fa e il contesto in cui questo viene fatto.  Essa infatti se inalata (fumata) può causare euforia, rilassamento, può alterare la percezione spazio-temporale, l’udito, l’olfatto e la vista, può provocare ansia, disorientamento, stanchezza, stimolazione dell’appetito e perfino il cancro ai polmoni. Anche se alcuni studi hanno dimostrato l’efficacia della marijuana contro il cancro, fumarla a può comunque causare la nascita di un cancro a causa del processo di combustione  che spinge la gola, i polmoni e gli altri organi del corpo a condizioni estreme.

Quando si parla di  marijuana per uso terapeutico quindi, non si fa mai riferimento all’ “erba da fumare”, ma a quella per uso medico, ossia farmaci o composti simili realizzati con il suo principio attivo: il THC ( delta-9-tetraidrocannabinolo ).

Il THC della Marijuana “protagonista” contro l’ alzheimer

Tornando all’ alzheimer, all’ origine di tale malattia c’è una proteina:  la beta amiloide. Un accumulo di quest’ultima nel cervello crea la base per l’insorgenza dell’ alzheimer in quanto altera le comunicazioni tra le sinapsi nel cervello dei soggetti affetti da questa malattia.

Lo studio sopra riportato rivela proprio come il THC (principio attivo della marijuana)  impedisca l’azione distruttiva della beta amiloide nelle cellule nervose riducendone drasticamente il livello.
Ciò accade perchè Il THC contenuto nella marijuana è del tutto simile agli endocannabinoidi, ovvero lipidi prodotti naturalmente dalle cellule nervose del nostro organismo utili per la comunicazione tra di esse. Nei malati di alzheimer le cellule nervose non producono sufficientemente endocannabinoidi, quindi non riescono a comunicare tra di esse,fattore che porta ai “vuoti di memoria”.
Il THC può essere quindi considerato come un integratore di endocannabinoidi.

Questo studio indica in pratica che il Thc e i composti Thc correlati, possono essere di valore terapeutico nella malattia di Alzheimer. I risultati derivati possono portare alla sviluppo di composti correlati  o farmaci a base di THC che sono sicuri, legali e utili nel trattamento della malattia.

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