Se sei una casalinga e non hai mai versato contributi, forse pensi che lo Stato non ti debba nulla. In realtà, nel 2026 esiste un sostegno economico mensile pensato proprio per chi non ha una pensione. Si chiama assegno sociale e, se rispetti alcuni requisiti, può spettare anche a te.
Molte donne arrivano a 67 anni con una certezza che pesa come un macigno: “non ho mai lavorato fuori casa, quindi non prenderò mai nulla”. Questa convinzione è molto diffusa, soprattutto tra le casalinghe. Ma non è sempre vera.
L’assegno sociale 2026 è una prestazione assistenziale, quindi non dipende dai contributi, ma dal reddito e dalla situazione personale. È proprio per questo che molte donne ne avrebbero diritto, ma non lo chiedono. Il risultato è semplice: soldi persi ogni mese, solo perché nessuno ha spiegato bene come funziona. Capire i requisiti e sapere come presentare la domanda è fondamentale per non restare escluse.
Assegno sociale 2026: cos’è e perché riguarda anche le casalinghe
L’assegno sociale è un aiuto economico mensile destinato a chi non ha una pensione o ha redditi molto bassi. È pensato proprio per persone come le casalinghe, che hanno lavorato tutta la vita in casa, senza contributi.
Nel 2026, dopo l’adeguamento all’inflazione, l’importo dell’assegno sociale è pari a circa 550 euro al mese per 13 mensilità, per un totale annuo di oltre 7.100 euro. L’importo può ridursi se hai altri redditi, ma non viene escluso automaticamente.
I requisiti principali sono:
Età minima: 67 anni
Residenza stabile in Italia da almeno 10 anni
Reddito personale sotto circa 7.100 euro annui
Se sei sposata, reddito familiare sotto circa 14.300 euro annui
Molte casalinghe rientrano in questi limiti, ma non lo sanno. Spesso basta una piccola entrata (come un affitto o un aiuto familiare) per pensare di essere escluse, quando in realtà l’assegno viene solo ridotto, non eliminato.
A quanto ammonta davvero e come vengono calcolati i redditi
È importante capire una cosa semplice: l’assegno sociale non è tutto o niente.
Se non hai nessun reddito, puoi ricevere l’importo pieno, cioè circa 550 euro al mese.
Se invece hai piccole entrate, l’INPS fa un calcolo e ti riconosce la differenza.
Prima di un elenco è utile chiarire un punto: non tutti i redditi pesano allo stesso modo. Alcuni vengono considerati per intero, altri solo in parte.
In generale, l’INPS valuta:
Il tuo reddito personale annuo
Se sei sposata, anche il reddito del coniuge
Eventuali pensioni minime o rendite
Alcuni redditi esclusi o parzialmente esclusi dal calcolo
Questo significa che molte casalinghe, anche con piccoli introiti, possono comunque ricevere un assegno mensile, magari non pieno, ma continuativo. Ed è proprio qui che tante donne sbagliano: rinunciano senza verificare.
Come fare domanda per l’assegno sociale 2026, passo dopo passo
La domanda non è automatica. Devi presentarla tu. Ed è questo il punto che fa la differenza.
Puoi fare domanda:
Online sul sito INPS, usando SPID, CIE o CNS
Tramite un patronato, gratuitamente
Con l’aiuto di un CAF, se devi aggiornare l’ISEE
Prima di presentarla, è fondamentale avere:
ISEE aggiornato
Documenti di identità
Dati sui redditi reali
Una volta inviata la domanda, l’INPS verifica i requisiti. Se l’esito è positivo, l’assegno viene pagato ogni mese. In alcuni casi può partire anche con arretrati dalla data di presentazione.
Ricorda questo concetto chiave: se non fai domanda, non ricevi nulla, anche se ne avresti diritto.







