Lavastoviglie, scegli sempre il ciclo più corto per risparmiare? La durata può ingannarti

Il programma più corto della lavastoviglie consuma davvero meno? La durata sul display può ingannare: ecco cosa incide realmente su acqua ed energia.

Se quando accendi la lavastoviglie scegli il programma più veloce pensando di consumare meno corrente, non sei l’unica. Il tempo visualizzato sul display, però, non dice da solo quanta energia userai: nelle lavastoviglie moderne il modo in cui viene scaldata l’acqua conta molto più dei minuti.

Vedi sul display 3 ore e 40 minuti e pensi subito: “Questo programma consumerà tantissimo”. Poco più in là c’è un ciclo da un’ora e sembra inevitabilmente più economico. È un ragionamento naturale, perché siamo abituate ad associare il tempo di funzionamento al consumo. Con la lavastoviglie, però, la relazione è molto meno diretta. La parte che richiede una grande quantità di energia è soprattutto riscaldare l’acqua.

Per questo un programma che lavora più lentamente ma utilizza temperature inferiori può consumare meno di un ciclo molto rapido che deve scaldare l’acqua più velocemente e più intensamente. La Commissione europea utilizza proprio il programma Eco come riferimento per i consumi riportati sull’etichetta energetica delle lavastoviglie. È qui che molti sbagliano: vedono una durata lunga e cambiano programma senza guardare ciò che quel ciclo è stato progettato per fare.

Il programma più corto della lavastoviglie consuma davvero meno? La durata sul display può ingannare: ecco cosa incide realmente su acqua ed energia.

Il programma più corto della lavastoviglie consuma davvero meno? La durata sul display può ingannare: ecco cosa incide realmente su acqua ed energia.

Perché quattro ore non significano quattro ore di massimo consumo

La lavastoviglie non utilizza la stessa potenza per tutto il ciclo.

Ci sono fasi in cui prende acqua.

Fasi in cui la fa circolare.

Fasi di ammollo.

Fasi di riscaldamento.

E fasi in cui il consumo è molto più basso.

Il programma Eco sfrutta proprio il tempo.

Bosch spiega che la durata maggiore permette di scaldare l’acqua più lentamente e a temperature inferiori, lasciando inoltre le stoviglie più a lungo a contatto con acqua e detersivo. In questo modo il ciclo può ottenere un buon risultato usando meno energia e acqua rispetto a programmi più aggressivi.

Electrolux conferma lo stesso principio: il programma ecologico utilizza in modo efficiente acqua ed energia ma richiede più tempo rispetto a molti programmi standard.

È un po’ come lasciare una pentola sporca in ammollo.

Se aspetti, il residuo si ammorbidisce.

Se vuoi pulirla in pochi minuti, devi spesso usare acqua più calda e più azione meccanica.

La lavastoviglie fa qualcosa di simile in modo automatizzato.

C’è poi un dato interessante.

La Commissione europea spiega che sull’etichetta energetica trovi consumo di energia per 100 cicli, acqua per ciclo e durata, tutti misurati proprio sul programma Eco.

Questo significa che, se vuoi confrontare due lavastoviglie, non devi fermarti alla lettera della classe energetica.

Puoi guardare quanti kWh vengono dichiarati per 100 cicli Eco e quanti litri vengono usati per ciclo.

Sono numeri concreti.

E soprattutto ti fanno capire una cosa: la durata è mostrata separatamente dal consumo proprio perché non sono la stessa cosa.

Il programma migliore dipende anche da quanto sono sporchi i piatti

Questo non significa che devi utilizzare Eco in qualsiasi situazione.

Se hai una teglia con grasso bruciato oppure stoviglie con residui molto ostinati, il manuale potrebbe indicare un ciclo intensivo.

Se hai bisogno di alcuni bicchieri in pochissimo tempo, un programma rapido può avere perfettamente senso.

Il risparmio nasce soprattutto quando scegli il ciclo adatto al carico.

Per le normali stoviglie quotidiane, però, il programma Eco è progettato proprio come modalità efficiente.

La Commissione europea consiglia anche di avviare la lavastoviglie quando è piena ma non sovraccarica, evitare il pre-risciacquo sotto acqua corrente quando non necessario e utilizzare la corretta quantità di detersivo.

Quest’ultimo punto è molto importante.

Molte persone lasciano aperto il rubinetto e sciacquano ogni piatto prima di inserirlo.

Se la lavastoviglie e il programma non richiedono questa operazione, rischi di utilizzare una notevole quantità di acqua prima ancora di premere Start.

Meglio eliminare i residui grossi e seguire le istruzioni dell’elettrodomestico.

Anche il carico conta.

Se accendi ogni sera una lavastoviglie praticamente vuota, il programma Eco non può annullare magicamente il consumo legato al numero elevato di cicli.

Può essere più efficiente aspettare di avere un carico adeguato, sempre evitando di ammassare piatti e pentole fino a impedire ai bracci di girare.

È proprio questo il punto che fa la differenza: il tasto Eco è uno strumento, non una scusa per utilizzare male l’elettrodomestico.

Il numero più utile per capire quanto consuma davvero la tua lavastoviglie

Apri la porta e cerca l’etichetta energetica oppure la documentazione del modello.

Se hai conservato il QR code dell’etichetta, puoi accedere anche alle informazioni registrate nel database europeo EPREL.

Troverai il consumo in kWh per 100 cicli Eco.

Facciamo un esempio semplice.

Se una lavastoviglie dichiara 64 kWh ogni 100 cicli, il singolo ciclo Eco utilizza in media circa 0,64 kWh nelle condizioni di prova.

Un modello Electrolux attualmente in commercio, per esempio, dichiara 64 kWh per 100 cicli e 9,9 litri d’acqua per ciclo Eco.

Non utilizzare questo dato per calcolare automaticamente il consumo della tua macchina.

Ogni modello è diverso.

Devi guardare la tua etichetta.

Poi puoi moltiplicare i kWh per il prezzo effettivo che paghi per l’energia e avere una stima più concreta.

C’è inoltre una buona occasione di risparmio che non riguarda il programma.

Se la lavastoviglie dispone di partenza ritardata e hai una tariffa elettrica con fasce orarie realmente differenti, puoi valutare se convenga spostare il ciclo in una fascia più economica.

Ma prima controlla il tuo contratto.

Non tutte le tariffe premiano ancora in modo significativo l’utilizzo notturno.

La regola migliore resta quindi quella più semplice.

Quando non hai fretta e le stoviglie hanno sporco normale, non avere paura di un ciclo che dura parecchie ore.

Quel numero sul display non rappresenta un contatore che gira alla massima potenza per tutto il tempo.

Anzi, può essere esattamente il contrario.

La prossima volta che devi scegliere tra “rapido” ed “Eco”, quindi, non guardare soltanto l’orologio.

Il ciclo che finisce prima può essere più veloce per te, ma non necessariamente più leggero per la bolletta.


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