Esenzione ticket 2026: alcune malattie molto comuni possono dare più diritti di quanto immagini

Persona che controlla un’attestazione sanitaria con codice di esenzione ticket mentre tiene in mano una tessera sanitaria

Nel 2026, se convivi con alcune malattie croniche, potresti avere diritto all’esenzione dal ticket per visite, controlli ed esami collegati alla tua patologia. Non riguarda soltanto malattie rare o gravissime: nell’elenco ufficiale compaiono anche problemi di salute piuttosto comuni. Ma c’è un dettaglio importante da conoscere.

Quando senti parlare di esenzione dal ticket, probabilmente pensi subito al reddito basso oppure a una grave invalidità. In realtà non è sempre così. Esiste anche un’esenzione legata direttamente ad alcune malattie croniche e invalidanti, e può riguardare persone di ogni età.

Il Ministero della Salute indica 64 malattie o condizioni croniche e invalidanti comprese nei Livelli essenziali di assistenza. Per alcune di queste il Servizio sanitario nazionale permette di non pagare il ticket su determinate visite, analisi ed esami necessari per controllare la malattia e prevenire eventuali complicazioni.

Questo però non significa che, avendo una delle patologie presenti nell’elenco, puoi fare gratuitamente qualsiasi esame. L’esenzione è collegata alla malattia e alle prestazioni previste per quella condizione. Ed è proprio qui che spesso nasce la confusione.

L’esenzione non riguarda soltanto le malattie più gravi

Ci sono persone che convivono per anni con una patologia cronica senza sapere che potrebbe essere prevista un’esenzione specifica. Succede soprattutto quando la malattia viene considerata ormai parte della vita quotidiana e non viene percepita come una condizione che può dare accesso a particolari tutele sanitarie.

Tra le patologie presenti negli elenchi nazionali trovi, per esempio, asma, diabete mellito, epilessia, glaucoma e artrite reumatoide. Nell’elenco sono presenti anche la celiachia, alcune forme di ipertensione arteriosa e altre condizioni che interessano moltissime persone.

Ci sono poi casi nei quali conta anche la gravità della malattia. Un esempio è la broncopneumopatia cronica ostruttiva, la cosiddetta BPCO: l’esenzione prevista dai LEA riguarda gli stadi moderato, grave e molto grave. Anche per l’endometriosi sono previste condizioni precise, con riferimento agli stadi III e IV della classificazione utilizzata per questa patologia.

Quindi avere semplicemente una diagnosi non significa automaticamente poter evitare ogni ticket sanitario.

Il punto decisivo è un altro: devi verificare se quella precisa malattia rientra nell’elenco e quali prestazioni sono associate al relativo codice di esenzione.

Ed è qui che può emergere qualcosa che molte persone non hanno mai controllato.

Alcune patologie comuni possono permettere di non pagare diversi controlli

L’esenzione per malattia cronica serve soprattutto a non farti sostenere il ticket per gli esami e le visite che servono a tenere sotto controllo la patologia.

Il Ministero della Salute mette a disposizione una banca dati ufficiale nella quale puoi cercare direttamente il nome della malattia oppure il codice di esenzione.

Tra gli esempi più conosciuti ci sono condizioni come:

  • diabete mellito, che rientra tra le patologie croniche esenti;
  • asma, presente nell’elenco nazionale;
  • ipertensione arteriosa, per la quale esistono codici differenti a seconda della presenza o meno di danno d’organo;
  • glaucoma;
  • epilessia;
  • celiachia;
  • BPCO, quando rientra negli stadi previsti;
  • endometriosi, nei casi indicati dai LEA.

La presenza nell’elenco, però, non rende automaticamente gratuite tutte le prestazioni sanitarie.

Per la maggior parte delle patologie vengono individuati determinati esami e visite considerati utili al controllo della malattia. Sarà quindi il medico, in base alla tua situazione, a prescrivere le prestazioni appropriate utilizzando il relativo codice di esenzione.

C’è inoltre un’altra cosa che può trarre in inganno: l’esenzione nazionale per malattia cronica non significa automaticamente medicinali gratuiti. Sui farmaci possono infatti esistere regole differenti e, in alcuni casi, disposizioni regionali.

Per questo non basta sapere di avere una determinata malattia. Devi controllare anche che tipo di esenzione ti è stata riconosciuta e cosa copre realmente.

Come chiedere l’esenzione e il controllo da fare sulla tessera sanitaria

Se hai una patologia presente nell’elenco, l’esenzione non va confusa con un semplice certificato del tuo medico di famiglia.

Secondo le indicazioni del Ministero della Salute, devi rivolgerti alla ASL di residenza presentando una certificazione che dimostri la presenza della malattia prevista dall’elenco. Può essere utilizzata, ad esempio, la certificazione rilasciata da una struttura pubblica; in determinate condizioni sono valide anche altre documentazioni sanitarie previste dalle regole nazionali.

La ASL, dopo aver verificato la documentazione, rilascia un attestato di esenzione nel quale vengono indicati la malattia, il relativo codice e le prestazioni che puoi ottenere senza pagare il ticket.

Ed è proprio questo documento che conviene controllare.

Se hai più di una malattia cronica presente nell’elenco, infatti, puoi avere più esenzioni contemporaneamente e per ogni patologia possono essere previste prestazioni differenti. Il Ministero conferma che l’esenzione può essere richiesta per più malattie.

Non devi quindi fermarti alla semplice domanda: “Ho diritto all’esenzione?”. La domanda utile è: “Quale codice ho e quali prestazioni posso fare senza ticket?”

Un ultimo aspetto riguarda la durata. Alcune esenzioni possono avere una determinata validità, mentre per altre le regole sono differenti. Regioni e Province autonome possono inoltre avere procedure organizzative proprie. Per questo, se hai già un’esenzione da molto tempo, può essere utile controllare l’attestato rilasciato dalla tua ASL e la sua eventuale scadenza.

In molti casi il diritto esiste già. Il problema è che chi ne beneficia non sempre sa esattamente cosa può ottenere senza pagare.


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