Bonus mamme 2026: come richiedere i 60 euro mensili extra (anche per lavoratrici autonome)

Mamma sorridente con bambino in braccio usa smartphone e computer in una casa luminosa, con bollette, caffè e peluche sul tavolo

Ci sono ottime notizie per tutte le mamme che lavorano duramente ogni giorno. Nel 2026 arriva un aiuto concreto da 60 euro al mese per sostenere le famiglie. Non importa se sei una dipendente o una partita iva, questo contributo è pensato proprio per darti un po’ di respiro extra.

Arriva finalmente un aiuto economico che farà sorridere tante famiglie italiane. Il Bonus Mamme 2026 è un contributo da 60 euro mensili che serve ad alleggerire le spese per i figli. La cosa più bella è che non devi essere per forza una dipendente pubblica per averlo. Anche se sei una lavoratrice autonoma, una libera professionista o una commerciante, hai finalmente diritto a questa somma. Lo Stato ha deciso di premiare chi porta avanti sia la carriera che la famiglia.

Questi soldi arrivano direttamente come uno sconto sulle tasse o un rimborso in busta paga, quindi sono soldi veri che restano nel tuo portafoglio. Molte mamme spesso rinunciano a chiedere i loro diritti perché pensano che la burocrazia sia troppo difficile. Invece, per questo bonus, le regole sono state semplificate al massimo per aiutare chi ha poco tempo. Ricorda che ogni piccolo aiuto conta per pagare le bollette o la scuola dei tuoi bambini.

Chi può avere finalmente i soldi del bonus mamme

Per avere questi soldi extra ogni mese, devi possedere alcuni requisiti molto semplici legati ai tuoi figli. Il governo ha deciso di allargare la platea rispetto agli anni scorsi, includendo quasi tutte le mamme lavoratrici. Se hai almeno due figli a carico, la strada è in discesa. Il beneficio spetta fino a quando il figlio più piccolo non compie dieci anni, ma ci sono eccezioni per chi ne ha tre o più. In quel caso, l’aiuto dura molto più a lungo.

La vera rivoluzione del 2026 è l’apertura totale alle partite iva e alle lavoratrici autonome. Prima eravate spesso escluse dai bonus più importanti, ma ora anche chi lavora in proprio può tirare un sospiro di sollievo. Non serve avere un ISEE bassissimo per forza, perché il bonus guarda soprattutto al fatto che stai lavorando e crescendo dei figli contemporaneamente. Questo significa che anche una mamma con uno stipendio normale può ricevere i 60 euro mensili. È un modo per dire grazie a chi si impegna ogni giorno tra ufficio, casa e scuola.

Controlla subito se la tua posizione contributiva è in regola, perché questo è l’unico vero paletto che mette l’INPS per darti il via libera.

Come fare la domanda senza fare errori banali

La procedura per chiedere il Bonus Mamme non deve spaventarti perché è stata pensata per essere veloce. Se sei una lavoratrice dipendente, spesso basta comunicare i dati dei tuoi figli al tuo datore di lavoro. Lui girerà tutto all’ente previdenziale e vedrai i soldi direttamente nel cedolino. Se invece lavori per conto tuo, dovrai usare il sito internet dell’INPS usando il tuo SPID o la tua carta d’identità elettronica. Entrare nel portale è facile e troverai una sezione dedicata proprio ai bonus per la famiglia.

Ecco i passaggi precisi e i documenti che devi tenere sottomano per non sbagliare:

  • Codice fiscale dei figli: devi scriverli correttamente altrimenti il sistema blocca tutto.

  • Credenziali SPID o CIE: servono per entrare nel sito ufficiale in totale sicurezza.

  • Dati del contratto: se sei dipendente, tieni vicina l’ultima busta paga.

  • Numero di matricola INPS: per le autonome serve a identificare la propria posizione.

  • IBAN del conto corrente: se non ricevi i soldi in busta paga, ti verranno accreditati lì.

Cosa cambia davvero per le lavoratrici autonome quest’anno

Per anni le donne con partita iva si sono sentite trascurate dallo Stato, ma il 2026 segna un cambiamento importante. Questi 60 euro al mese per le autonome funzionano come un esonero dal pagamento di una parte dei contributi previdenziali. In parole povere, pagherai meno tasse ogni mese e quei soldi ti rimarranno in tasca per le spese di tutti i giorni. È una vittoria importante perché riconosce che il sacrificio di una mamma artigiana o di una consulente è uguale a quello di una mamma in ufficio.

Molte si chiedono se questo bonus si può cumulare con l’Assegno Unico. La risposta è un grande sì! Sono due cose diverse e puoi prenderle entrambe senza problemi. L’importante è che la tua attività sia attiva e che tu versi regolarmente i contributi alla tua cassa di riferimento. Se hai dei dubbi, chiedi al tuo commercialista o vai in un Patronato: loro sanno esattamente quali tasti premere per farti avere quello che ti spetta. Non lasciare questi soldi allo Stato, perché sono un tuo diritto sacro guadagnato con il lavoro e l’amore per i tuoi figli. Preparati per tempo e invia la richiesta appena possibile per non perdere nemmeno una mensilità di questo prezioso aiuto economico.


Condividi su 🠗


Ti interessano i nostri post?
Segui Salute Eco Bio su
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE:

LEGGI ANCHE...


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *