Il trucco della pacciamatura che salva il terreno dal caldo e protegge le radici

La pacciamatura protegge il terreno dal caldo e limita l’evaporazione. Materiali, spessori, uso dell’erba tagliata ed errori da evitare.

Chi coltiva un orto, cura delle aiuole o tiene piante in vaso può usare la pacciamatura durante i periodi più caldi e asciutti. Questa copertura protegge il terreno dal sole, rallenta l’evaporazione dell’acqua e mantiene le radici più fresche. Tuttavia, materiale e spessore devono essere scelti correttamente.

Quando il terreno rimane scoperto sotto il sole, la superficie diventa rapidamente calda, secca e compatta. L’acqua delle irrigazioni evapora più velocemente e le radici subiscono continui sbalzi di temperatura e umidità. È proprio in queste condizioni che la pacciamatura può fare una grande differenza.

La pratica consiste nel coprire il terreno con uno strato di paglia, foglie secche, compost maturo, corteccia, cippato oppure erba tagliata. Questa copertura non sigilla completamente il suolo. Lascia passare acqua e aria, ma limita il contatto diretto con il sole e con il vento.

Puoi utilizzarla nell’orto, nelle aiuole, intorno agli alberi e anche nei vasi. Devi però evitare gli eccessi. Uno strato troppo spesso o appoggiato contro il fusto può trattenere troppa umidità e favorire marciumi. La pacciamatura funziona davvero quando viene adattata alla pianta e al terreno che hai davanti.

La pacciamatura protegge il terreno dal caldo e limita l’evaporazione. Materiali, spessori, uso dell’erba tagliata ed errori da evitare.

La pacciamatura protegge il terreno dal caldo e limita l’evaporazione. Materiali, spessori, uso dell’erba tagliata ed errori da evitare.

Come la pacciamatura difende il terreno dal caldo

La pacciamatura crea una sorta di manto protettivo sopra il terreno. Il suo primo effetto è quello di rallentare l’evaporazione. L’acqua resta disponibile più a lungo e tu puoi ridurre la frequenza delle irrigazioni, senza però sospenderle completamente.

Il vantaggio riguarda anche la temperatura. Un terreno coperto si riscalda più lentamente durante il giorno e si raffredda in modo più graduale durante la notte. Le radici vengono quindi esposte a condizioni più stabili, un aspetto particolarmente importante per ortaggi appena trapiantati, piante giovani e vasi lasciati al sole.

La copertura protegge inoltre il suolo dall’impatto diretto della pioggia o del getto dell’annaffiatoio. In questo modo si forma meno facilmente quella crosta dura superficiale che impedisce all’acqua di penetrare bene.

C’è poi il problema delle erbe infestanti. Uno strato uniforme riduce la luce che raggiunge i semi presenti nel terreno. Molte erbacce fanno quindi più fatica a nascere e sottraggono meno acqua e nutrimento alle piante coltivate.

Se utilizzi materiali organici, come paglia, foglie, compost o cippato, con il tempo una parte della copertura si decompone. Questo processo aggiunge sostanza organica e può migliorare gradualmente la struttura del terreno. Non sostituisce una concimazione completa, ma aiuta il suolo a trattenere meglio acqua e aria.

Quale materiale scegliere e quanto usarne

Prima di distribuire la pacciamatura devi eliminare le erbacce e bagnare bene il terreno, se è troppo asciutto. Coprire un suolo completamente secco non permette alle radici di recuperare l’acqua già persa.

Puoi scegliere il materiale seguendo queste indicazioni:

  • Paglia: è adatta a pomodori, zucchine, peperoni, melanzane e fragole. Distribuiscine circa 5-8 centimetri, senza pressarla troppo. Usa paglia pulita e possibilmente priva di semi.
  • Foglie secche: sono utili nell’orto e nelle aiuole. È meglio sminuzzarle, perché le foglie intere possono formare uno strato compatto. Sono sufficienti circa 5 centimetri.
  • Compost maturo: è indicato per fiori e ortaggi. Stendine circa 3-5 centimetri. Deve essere ben decomposto e non deve emanare cattivi odori.
  • Corteccia e cippato: sono adatti intorno ad alberi, siepi, arbusti e nelle aiuole permanenti. Puoi creare uno strato di 5-8 centimetri, lasciando libero il colletto della pianta.
  • Erba tagliata: può diventare una buona pacciamatura, ma deve essere usata con attenzione. Lasciala asciugare per uno o due giorni e distribuiscila in strati sottili di 1-2 centimetri alla volta. L’erba fresca accumulata in grandi quantità può scaldarsi, diventare viscida e produrre cattivi odori.
  • Piante in vaso: puoi utilizzare corteccia fine, foglie sminuzzate o paglia corta. In genere bastano 2-3 centimetri, lasciando un piccolo spazio libero intorno al fusto.
  • Ghiaia e lapillo: sono indicati per alcune piante mediterranee e per quelle che amano terreni drenanti. Devi però considerare che le pietre scure, sotto il sole, possono diventare molto calde.

Intorno agli alberi non devi mai creare una montagnola appoggiata al tronco. La copertura va stesa in modo largo e uniforme, lasciando almeno 8-10 centimetri liberi intorno alla corteccia. L’umidità continua sul tronco può favorire malattie e marciumi.

Terreni, piante e prato: quando usarla e quando evitarla

I terreni sabbiosi e molto drenanti sono quelli che possono trarre maggiore beneficio dalla pacciamatura. Perdono acqua rapidamente e tendono a seccarsi in profondità. La copertura rallenta l’evaporazione e, nel caso dei materiali organici, migliora gradualmente la capacità del suolo di trattenere l’umidità.

Anche i terreni di medio impasto possono essere pacciamati. In questo caso il vantaggio principale è mantenere più stabile l’umidità e ridurre le infestanti.

Nei terreni argillosi, pesanti o soggetti a ristagni, invece, devi usare uno strato più leggero. Se il terreno resta bagnato per molti giorni, una copertura troppo spessa può rallentare ulteriormente l’asciugatura. Prima di pacciamare devi quindi risolvere eventuali problemi di drenaggio.

Non conviene coprire pesantemente un terreno appena seminato. I semi piccoli hanno bisogno di spazio, aria e, in alcuni casi, luce per germogliare. Aspetta che le piantine siano spuntate e abbiano sviluppato qualche foglia, poi sistema la pacciamatura intorno.

Rosmarino, salvia, timo e altre piante mediterranee possono essere pacciamate, ma con moderazione. Queste specie preferiscono terreni asciutti e drenanti. Devi quindi lasciare libero il colletto ed evitare strati capaci di trattenere troppa acqua.

Per quanto riguarda il prato, non devi distribuire paglia, corteccia o foglie sopra l’erba che vuoi mantenere. Rischieresti di coprire i fili d’erba e impedire alla luce di raggiungerli.

Puoi però utilizzare la cosiddetta pacciamatura naturale del prato, lasciando sul terreno l’erbetta finemente tagliata dal rasaerba. I residui devono essere piccoli, asciutti e distribuiti in modo uniforme. In questo modo scendono tra i fili d’erba, si decompongono e restituiscono una parte delle sostanze nutritive al terreno.

Per ottenere un buon risultato non devi tagliare più di un terzo dell’altezza dell’erba in una sola volta. Se il prato è molto alto, bagnato oppure il rasaerba lascia mucchi grossi, è meglio raccogliere i residui. Cumuli spessi di erba possono soffocare il prato, trattenere troppa umidità e favorire la comparsa di funghi.

La stessa erbetta raccolta può essere usata intorno agli ortaggi o nelle aiuole, ma solo se il prato non è stato trattato recentemente con diserbanti o prodotti chimici. Prima devi farla asciugare e poi aggiungerla poco alla volta.

La pacciamatura deve essere applicata su un terreno umido ma non fradicio. Dopo averla sistemata, solleva ogni tanto lo strato e controlla il suolo. Se sotto è ancora fresco, puoi rimandare l’irrigazione. Se è asciutto in profondità, devi bagnare lentamente, permettendo all’acqua di attraversare la copertura e raggiungere le radici.

Il vero trucco non consiste quindi nel coprire il terreno con qualsiasi materiale. Devi scegliere una pacciamatura adatta, usare lo spessore corretto e controllare ciò che accade sotto. In questo modo puoi ridurre l’evaporazione, proteggere le radici dal caldo, limitare le infestanti e aiutare il terreno durante i periodi di siccità.


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