Coronavirus: la cura con il plasma dei guariti funziona. Nessun decesso

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Il plasma dei guariti come cura contro il coronavirus

Anche se siamo nella fase 2 l’emergenza Coronavirus in Italia continua. In attesa di un vaccino che sconfigga la malattia ognuno negli ospedali testa farmaci e terapie alternative. Si sta facendo strada in questi giorni la terapia basata sul plasma dei pazienti guariti, quelli che hanno gli anticorpi contro il nuovo Coronavirus. La nuova terapia è stata sperimentata in alcuni ospedali lombardi e sono stati ottenuti risultati sorprendenti: le condizioni dei pazienti sono migliorate in poco tempo.

La terapia consiste nella trasfusione di plasma iperimmune, donato dai pazienti guariti dal Covid-19, e infuso direttamente nelle vene dei pazienti ricoverati. I donatori devono essere persone sane, che hanno contratto Covid-19 e sono guarite (pazienti guariti da almeno 2 settimane e con tamponi negativi), inoltre devono avere un livello di anticorpi sufficiente per la donazione, ha spiegato all’Adnkronos Salute Massimo Franchini, responsabile dell’Immunoematologia e Medicina trasfusionale dell’ Ospedale Carlo Poma di Mantova, impegnato nel primo protocollo sul plasma dei guariti da Covid-19.

Un centinaio di pazienti in tutto trattati con il plasma iperimmune, cioè che viene dal sangue di pazienti che sono stati contagiati e sono guariti. La cura funziona. In tutto questo mese non abbiamo avuto decessi fra le persone trattate. Solo pazienti che sono migliorati fino a guarire oppure che si sono stabilizzati. Nessuno si è aggravato. Non è più aneddotica: abbiamo testimonianze e decorsi clinici di tanti pazienti. Abbiamo sottoposto tutto alla comunità scientifica, siamo in attesa di pubblicazione” ha dichiarato il direttore del Carlo Poma di Mantova Giuseppe De Donno al Corriere della Sera.

Oltretutto non è la prima volta che si ricorre al plasma di altre persone guarite in caso di emergenza sanitaria.
La letteratura medica pubblicata durante la pandemia di influenza spagnola del 1918 comprende rapporti di casi che descrivono come le trasfusioni di prodotti ematici ottenuti dai sopravvissuti possono aver contribuito a ridurre del 50% la mortalità tra i pazienti gravemente malati.

Nel 1934, un’epidemia di morbillo in un collegio della Pennsylvania fu arrestata quando il siero prelevato dal primo studente infetto fu utilizzato per il trattamento di 62 compagni. Solo tre dei 62 studenti svilupparono il morbillo – tutti casi lievi.
Più recentemente, la terapia plasma-derivata è stata utilizzata per trattare i pazienti durante le epidemie di Ebola e di influenza aviaria.

Inoltre il produttore di farmaci giapponese Takeda Pharmaceutical Co. poco più di un mese fa ha affermato che stavano sviluppando un nuovo farmaco coronavirus derivato dal plasma sanguigno di persone che si sono ristabilite dal Covid-19. Il suo approccio si basa sull’idea che gli anticorpi sviluppati dai pazienti guariti potrebbero rafforzare il sistema immunitario dei nuovi pazienti.

Come si trasforma il plasma sanguigno in un farmaco che combatte le infezioni?
I pazienti che sono guariti da una malattia hanno anticorpi permanenti generati dal sistema immunitario che fluttuano nel loro plasma sanguigno, la componente liquida del sangue. Per trasformarlo in un farmaco, il plasma viene raccolto, testato per la sicurezza e purificato per isolare gli anticorpi protettivi. Quando viene iniettato in un nuovo paziente, la “terapia plasma-derivata” – nota anche come plasma convalescente – fornisce “immunità passiva” fino a quando il sistema immunitario del paziente non è in grado di generare i propri anticorpi.

Tornando alla plasmaterapia, ogni donatore di sangue potrebbe aiutare fino a tre malati critici e usare la cura al plasma dei pazienti guariti, inoltre, ha dimostrato numerosi vantaggi, come la scarsa presenza di effetti collaterali rilevanti, motivo per cui i test clinici sono stati approvati molto velocemente e distribuiti in gran parte della penisola. Per questo, il dottor De Donno ritiene che si dovrebbe puntare molto sull’uso di questo rimedio anche su larga scala.

La speranza è che la cura al plasma rappresenti una possibile cura per il coronavirus, in attesa del vaccino, si fa sempre più concreta.

 

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