Autopsie sui morti con covid-19: molti deceduti per trombosi

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Perchè ci sono stati così tanti morti da coronavirus? Il covid-19 crea altre complicazioni oltre quelle che già conosciamo? La risposta arriva dalle autopsie effettuate al Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Bergamo è stata una delle città più colpite in assoluto dall’emergenza sanitaria Coronavirus, città nella quale a risultare immediatamente allertata per contrastare l’onda d’urto generata dalla malattia è stata la struttura ospedaliera del Papa Giovanni XXIII. L’ospedale infatti, per cause di forza maggiore, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, è stato tra i primi a riconvertire i propri reparti per creare nuovi posti in Terapia intensiva, diventando il più grande reparto dedicato alla terapia intensiva dell’intero continente europeo. Si era arrivati infatti ad ospitare contemporaneamente ben 500 pazienti affetti da Sars-Cov-2.

Ovviamente essendoci stati più pazienti sono avvenuti anche più decessi, e fare le autopsie su una buona parte dei deceduti avrebbe portato a scoprire maggiori indizi per combattere il covid-19. E questo è ciò che hanno fatto all’interno della struttura, in controtendenza alle linee guida del Ministero della Salute che prevedevano di non fare autopsie sui morti accertati da covid semplicemente perchè già si conosceva la causa del decesso.

Questo il contenuto di una circolare ministeriale che metteva il freno a questa importante possibilità di analisi e studio da parte del personale impegnato nella lotta contro il Covid-19:
<<Per l’intero periodo della fase emergenziale non si dovrebbe procedere all’esecuzione di autopsie o riscontri diagnostici nei casi conclamati di Covid-19, sia se deceduti in corso di ricovero presso un reparto ospedaliero sia se deceduti presso il proprio domicilio>>.

Una linea decisamente contraddittoria e controproducente che nell’ospedale bergamasco hanno deciso di non seguire del tutto.
Andrea Gianatti, direttore del Dipartimento di Medicina di laboratorio e Anatomia patologica del nosocomio bergamasco ha raccontato al Corriere della Sera:

Ci dicevano, sostanzialmente, di non fare autopsie sui pazienti deceduti a causa del Covid-19. Non si dovrebbero fare esami autoptici se si conosce già la causa del decesso, era il ragionamento alla base di quell’indicazione. Ma è stato chiaro abbastanza presto che questa malattia si stava manifestando in forme diverse, multiple, bisognava capire”.

Nonostante questa raccomandazione, comunque, si precisava al contempo nella stessa circolare che l’autorità giudiziaria avesse comunque facoltà di autorizzare gli esami autoptici.
In questa situazione poco chiara, comunque, alcuni medici hanno deciso di andare oltre e di svolgere secondo coscienza il proprio dovere.
Così, il dott. Gianatti e un suo collega, il dott. Aurelio Sonzogni, hanno scelto di procedere con le autopsie.

Sono state condotte 75 autopsie e i risultati hanno evidenziato che il decesso di un’alta percentuale di malati di Covid-19 non era dovuta alla grave infezione polmonare. Più si andava avanti con la raccolta di dati e più risultava evidente che la causa di decesso maggiormente registrata non fosse tanto l’infezione polmonare in sè, quanto le conseguenze causate dall’insorgenza di trombi.

Più pazienti erano deceduti a causa di trombosi, un evento che spesso si è manifestato dopo la fase più acuta della polmonite, cioè dopo i sintomi più tipici provocati dal coronavirus – spiega Gianatti – . La teoria più credibile, oggi, collegata a questa scoperta, è che il virus si attacchi alcuni recettori che si trovano proprio lungo i vasi sanguigni. E più in generale che riesca a mettere in moto una serie di effetti che da un certo momento in poi non dipendono più da ‘lui’, ma ci sono e possono anche essere letali”.

In merito a questa scoperta, oggi sia al Giovanni XIII che al Sacco di Milano, tra i vari farmaci con cui hanno trattano i malati di covid viene utilizzata anche l’eparina, un noto anticoagulante, farmaco che però da solo non è sufficiente a garantire la guarigione dalla malattia, ma contrasta la formazione di trombi che possono portare al decesso.

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